INTERVISTA 🎙️ | Il Presidente Giulini a “La Politica nel Pallone”

Ultimissime - 19/01/2026
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Il Presidente del Cagliari Calcio Tommaso Giulini è intervenuto telefonicamente nel corso della puntata n.783 de “La Politica nel Pallone”, programma in onda su GR RAI Parlamento e curato e condotto da Emilio Mancuso. Tanti i temi affrontati: dal cordoglio per la famiglia Commisso e per la Fiorentina al percorso sportivo rossoblù, fino al nuovo stadio, al progetto tecnico e alle prospettive future.

VICINANZA ALLA FAMIGLIA COMMISSO E ALLA FIORENTINA
In vista della prossima gara al “Franchi”, il Presidente ha voluto esprimere un pensiero sentito per il mondo viola: “Sabato giocheremo a Firenze e voglio, personalmente e a nome di tutto il Club, stringerci al popolo viola e alla città. È stato duro apprendere della scomparsa del Presidente Rocco Commisso, a maggior ragione dopo la perdita di Joe Barone. Sono persone che hanno dato tanto al calcio italiano”.
Giulini ha ricordato con emozione anche il Viola Park: “È una struttura bellissima e funzionale, ideale per trasmettere ai giovani il giusto messaggio su come vada interpretato lo sport. Non ho visto da nessun’altra parte in Europa una struttura così. Ricordo ancora la passeggiata che feci al suo interno con Joe Barone, fu una grande emozione e la famiglia Commisso ha fatto qualcosa che rimarrà per sempre”. E un legame speciale che unisce i due club: “Alla Fiorentina ci lega anche la scomparsa di Davide Astori. Ricordo con grande commozione il momento vissuto nel 2019 a Betlemme, quando inaugurammo un campo intitolato a Davide: fu un momento davvero toccante”.

QUASI DODICI ANNI DI PRESIDENZA
Un passaggio ampio e personale sul percorso alla guida del Club: “Sono e sono stati anni di grande passione. I momenti più difficili sono stati sicuramente le due retrocessioni, soprattutto la seconda, mentre la prima fu quasi fisiologica per via della situazione stadio che avevamo ereditato, le vicende personali del mio predecessore, una situazione generale che nei primi mesi avevamo dovuto fronteggiare. Dal punto di vista sportivo avevo anche pagato l’inesperienza degli esordi nel mondo del calcio da presidente e mi ha insegnato tanto, portandoci a vincere per la prima volta nella storia del Cagliari il torneo cadetto, e non è mai banale poter dire di avere vinto un campionato. Il momento più complicato è stata la seconda retrocessione, nel 2022, pareggiando contro il Venezia già retrocesso; siamo andati in B in modo molto triste ma meritatamente, perché ci trascinavamo una serie di errori commessi negli anni precedenti e quando retrocedi non è mai una casualità o un qualcosa di improvviso”.
Poi i ricordi più forti e recenti: “Le ultime tre stagioni ci hanno dato grandi soddisfazioni: la promozione a Bari con il gol di Pavoletti, e le due salvezze, a Reggio Emilia cl Sassuolo e con la gara della scorsa stagione col Venezia, che ha in qualche maniera chiuso il cerchio, grazie anche al meraviglioso gol di Deiola. Se devo scegliere, ecco, mi tengo stretto queste partite”.

UN LEGAME LUNGO E SOLIDO CON LA SARDEGNA
Il presidente ha ribadito il legame profondo della famiglia con l’Isola: “Il mio rapporto con l’Isola nasce grazie a mio padre, Carlo Enrico. Lui fece partire qui, alla fine degli anni Cinquanta, quella che è stata la più grande miniera di fluorite al mondo. Da lì partì tutta la chimica del fluoro, in particolare quella tedesca, con fluorite che arrivava proprio dalla Sardegna. La storia imprenditoriale della mia famiglia è legata con l’Isola da sempre: nel 2004 ho rilevato io FLUORSID e – dieci anni dopo – è capitata questa cosa bellissima di subentrare a Massimo Cellino e rilevare il Cagliari Calcio l’11 giugno 2014”.

L’ULTIMA VITTORIA, JUVENTUS KO A CAGLIARI
“È stata una vittoria che vale tanto, forse doppio perché da mesi siamo un po’ incerottati con tanti ragazzi importanti che sono fuori, ma nessuno di noi, in primis il mister, si è lamentato o ha cercato alibi, e questo dice tanto sul valore di Pisacane e su ciò che come Cagliari Calcio vogliamo portare avanti. Da mesi facciamo a meno di giocatori importanti ed esperti a causa degli infortuni. Abbiamo una squadra giovane e con tanti italiani, quando costruisci una rosa del genere è normale vivere dei passaggi a vuoto. Stiamo giocando da mesi senza un leader come Belotti in attacco, da qualche settimana senza Folorunsho e Deiola che sono molto importanti in mezzo, non ultimo Zappa che abbiamo perso a sei ore prima della partita contro la Juventus e senza dimenticare Felici che è uno che spacca le partite, out fino a fine stagione. Nonostante tutto non ci siamo mai lamentati, a cominciare dal nostro mister. Per non parlare poi di Mina, che ha sofferto tanti problemi fisici durante la stagione. Quella di sabato è stata la vittoria del gruppo, siamo felici di questo risultato ma il nostro percorso verso la salvezza continua. Ora il destino ci mette di fronte questa partita particolare con la Fiorentina”.

L’ESEMPIO DI GIGI RIVA
Giovedì saranno due anni senza Gigi Riva. “Ci sono tanti ricordi legati a Gigi”, spiega Giulini. “Contro la Juventus lui si giocava sempre grandi traguardi, lui rifiutò la maglia bianconera ripetutamente rifiutando tanti soldi e sposando per sempre quella del Cagliari. È stato bello vincere anche per lui, ma Gigi ci accompagna sempre in tutto quello che facciamo. In quelle vittorie di cui parlavo prima mi piace ricordare la sua telefonata a Ranieri prima della partita con il Bari, un momento storico che emoziona sempre quando lo ricordiamo“.

KILICSOY, CAPRILE E LA CRESCITA DEI GIOVANI
Su Semih Kilicsoy:
“Se dovesse continuare a fare bene potrebbe essere un’opzione importante per il Cagliari. Ne discuteremo sicuramente ad aprile, l’importante è che continui così. Ha un talento speciale e raro, una tecnica eccezionale. Lui ha avuto un percorso più complicato rispetto ai suoi connazionali Arda Guler e Yildiz, cui è stato accostato per talento ed età, speriamo di continuare ad aiutarlo e magari riscattarlo”.

Su Caprile: “Parliamo di un portiere molto forte, abbiamo avuto la fortuna di avere Cragno e Vicario che sono entrambi arrivati in Nazionale. Elia ha la testa per arrivare e giocare in una grandissima squadra, ma è felicissimo di farlo per una squadra che rappresenta un’Isola intera. Per lui giocare con il Cagliari è come giocare in una big. Non ha mai chiesto di andare via, credo che anche l’estate prossima, a meno di offerte irrinunciabili che dovessero arrivare, potrebbe rimanere ancora qua con noi. Lui è uno dei nostri giocatori più importanti, sicuramente ha un valore ben più alto rispetto alla cifra con cui l’abbiamo riscattato”. 

MISTER PISACANE: UN PERCORSO COSTRUITO NEL TEMPO
“È una scelta che parte da lontano, dall’immediato post-retrocessione con il Venezia. Con Roberto Muzzi decidemmo di inserire Pisacane nello staff di Liverani, poi gli abbiamo affidato la Primavera facendo anni meravigliosi e vincendo la Coppa Italia con una squadra costruita con un budget di gran lunga inferiore a quello di altre compagini, anche per una questione etica. Ha fatto un grande percorso, si è aggiornato con numerosi corsi, si è formato e questo è molto bello per noi. Sono convinto che dimostrerà le sue qualità, apprende molto rapidamente e ogni mese che passa migliora quegli aspetti dove fisiologicamente ha delle lacune o debolezze”.

TRA SOGNI E OBIETTIVI: SALVEZZA E STADIO “GIGI RIVA”
“L’obiettivo è quello di salvarci anche quest’anno con un allenatore e una squadra giovani, un percorso deciso in modo molto chiaro che abbiamo iniziato con Fabio Pisacane, il suo staff e tanti ragazzi in campo. Salvarci così vorrebbe dire ripartire con ulteriori certezze l’anno prossimo, ancora in Serie A. E poi lavoriamo, continuiamo a farlo, per inaugurare nel giro di cinque anni il nuovo stadio, il “Gigi Riva””.

I NUOVI INVESTITORI
“Nasce tutto da un ex collega di mia moglie che ha conosciuto Maurizio Fiori, capo cordata degli investitori americani. Ci siamo incontrati quasi casualmente e abbiamo iniziato a chiacchierare, dopo mesi di trattative e ragionamenti ha deciso di tornare nella sua Sardegna, essendo nato e avendo la famiglia a Carbonia. Aver trovato un imprenditore legato così alla sua terra per me è fondamentale. Negli anni si sono approcciati tanti investitori, ma lui negli occhi aveva la passione e non il simbolo del dollaro (ride ndr), la passione è fondamentale per guidare una squadra che rappresenta un intero popolo“.

IL NUOVO STADIO DI CAGLIARI
“Abbiamo iniziato questo percorso dieci anni fa, è incredibile che in Italia i tempi siano questi per costruire un impianto all’avanguardia. Dopo anni, burocrazia e molte centinaia di carte, possiamo dire di essere ormai in dirittura di arrivo per uno stadio da 30mila posti, e non da 25mila per andare incontro alla FIGC nell’ottica della candidatura italiana a ospitare Euro 2032. Ci manca un pezzettino ora dal Governo sotto forma di debito, equity o garanzie. Credo che se l’Italia vuole questi Europei ci sarà bisogno di passi concreti e di un decreto, ci auguriamo arrivino passi avanti da questo punto di vista e che il Governo e la presidente del Consiglio Meloni tengano sotto la lente la situazione molto critica e miserabile degli stadi italiani, cercando di aiutare noi imprenditori a realizzarne di nuovi. Ma questo vale per Cagliari come per le altre città italiane”.

IL VAR
“Inizialmente ero molto favorevole al VAR, ma in questa stagione sto iniziando ad avere qualche perplessità. Le chiamate sono troppe e vedo arbitri che si prendono meno responsabilità, questo mi dispiace per i diversi direttori di gara molto importanti, almeno una decina, che ci sono in Italia: 3-4 della vecchia generazione, 5-6 emergenti. Dobbiamo ridare centralità agli arbitri e usare il VAR solo nei casi estremi. Non sta a me dire quale sia la soluzione migliore – tra la chiamata a tempo, la presenza di un ex calciatore in sala VAR – però vorremmo vedere più arbitraggio e meno VAR”.

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