🎙️INTERVISTA | Kilicsoy con “Il Corriere dello Sport”

Ultimissime - 23/01/2026
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Semih Kilicsoy, attaccante del Cagliari, ha parlato al “Corriere dello Sport” in edicola oggi, venerdì 23 gennaio, in un’intervista a Giulia Mazzi. Questo un estratto delle sue parole.

IL GRAN GOL DI TORINO
“È stato un gol molto bello a livello personale, un gol che mi rappresenta per quelle che sono le mie caratteristiche. Un momento davvero emozionante, che sento mio in tutto e per tutto”.

L’ACCOGLIENZA DEL GRUPPO
“Sono uno dei pochi stranieri del gruppo, in una squadra con molti italiani. Nelle esultanze ma anche ogni giorno sento grande affetto, trasporto e vicinanza. C’è tanta voglia di farmi entrare in sintonia con la squadra, con l’ambiente e con la città. Non c’è una persona in particolare. Tutti, dal mister allo staff, dai compagni a chi lavora nel club, mi stanno dando una mano enorme”.

LA SCELTA DI CAGLIARI
“Il presidente, la dirigenza e il mister mi hanno parlato subito in modo chiaro. Hanno mostrato una grande voglia di avermi e di farmi crescere nel Cagliari, in una realtà prestigiosa che ti permette di esprimerti. Questo ha fatto la differenza. Qui sto bene ed è la realtà giusta per me in questo momento”.

MISTER PISACANE
“Ha sempre avuto uno spirito molto diretto con me, parlando chiaro, quasi come un fratello maggiore. Mi dà consigli, spunti utili e mi sprona a fare meglio. È davvero prezioso avere una persona così a guidare me e i miei compagni. In questo gruppo, in questa società e con questo mister non dobbiamo porci limiti. Ci sono tutti gli ingredienti per toglierci soddisfazioni. La salvezza è l’obiettivo principale, ma c’è davvero grande potenziale in ogni componente del club”.

TANTA TURCHIA
“Sì, con Yildiz ci sentiamo spesso. C’è un bel rapporto, ci conosciamo da tanti anni. Dopo la partita abbiamo parlato, analizzato la gara e discusso di Cagliari, della città e della mia prima esperienza in Italia. Lui è qui da più tempo e mi sta dando consigli. La Serie A è molto complicata. Il fatto che ci siano sempre più turchi significa che il livello dei nostri calciatori e del nostro calcio si è alzato. Sono contento di farne parte e di mettermi alla prova in questo contesto. Ho parlato con Inler, ora direttore sportivo dell’Udinese. Ci sentiamo spesso e mi ha dato consigli importanti. Anche avere connazionali qui, che conosco direttamente o indirettamente, è stato un aspetto utile”.

SERIE A MOLTO DIFFICILE
“Servono tante skills, conoscenze in entrambe le fasi. Devi apprendere in fretta e per questo c’è bisogno di tempo. Il tempo è necessario. Faccio solo gol belli? È vero, ne sono consapevole e concordo. Spero di farne altri, soprattutto gol importanti e utili, al di là della bellezza”.

SOGNO NAZIONALE
“Con Montella ci sentiamo, ci siamo conosciuti e c’è un rapporto. Sta a me conquistarmi la Nazionale maggiore facendo bene a Cagliari. L’obiettivo è provare a esserci al playoff per i Mondiali, ma tutto passa da quello che farò giorno dopo giorno con la maglia del Cagliari. La Nazionale è un obiettivo, voglio diventare un punto di riferimento dopo essere stato capitano dell’Under 21. La Turchia nelle qualificazioni la vedo bene, ce la faremo. Sono positivo anche per l’Italia. L’ho affrontata a Bologna con la Nazionale maggiore, la mia prima presenza. Diciamo che l’Italia era nel mio destino. Fa effetto ed è una grande soddisfazione essere il primo turco del Cagliari e il primo a fare gol. Non sento pressioni particolari, ma senso di responsabilità sì. È un grande orgoglio aver portato la Turchia anche in Sardegna e con questa maglia”.

I PARAGONI PESANTI
“Arda è un grande calciatore, ma io sono io. Ho le mie caratteristiche e la mia personalità. Non penso ai paragoni, lavoro per migliorarmi e non voglio farmi condizionare. I miei modelli? Cristiano Ronaldo, Lautaro Martinez e Sergio Aguero. Sono giocatori che mi piacciono per caratteristiche tecniche e qualità e ai quali guardo per ispirarmi”.

VERSO FIRENZE
“Sono positivo. Non sarà semplice, è uno scontro diretto. Abbiamo battuto la Juventus, quindi ogni partita fa storia a sé. Le approccio tutte allo stesso modo. Ndour, ex compagno al Besiktas? Siamo stati insieme per poco tempo, non ci sentiamo da un po’, ma c’è stima e un bel rapporto. Vedremo dopo la gara. In Turchia ho incontrato e conosciuto come compagno anche un grande attaccante come Ciro Immobile: lo stimo molto, è un giocatore fortissimo. Ho avuto un bel rapporto con lui, è stato un onore e una crescita importante avere accanto un calciatore così. Non fu un momento semplice per me al Besiktas. Mi stavo affacciando ad alto livello e quel ruolo non era facile, ma mi sono adattato con spirito di sacrificio e voglia di imparare. Il club stava cambiando molto e non era semplice rendere al meglio”.

LE ORIGINI
“La mia famiglia, a cominciare da papà Senol e mamma Aysel, ha sempre seguito il calcio. In Turchia si vive per il calcio. Vedere che potevo fare strada mi ha reso felice e ho sempre lavorato per crescere. La mia famiglia è la mia fonte di ispirazione. Vivono a Istanbul, li sento sempre vicini. Istanbul mi manca ed è normale, casa manca sempre. E mi manca qualsiasi cosa cucinata da mia madre. Ma sono felice qui. La città di Cagliari è calorosa, a misura d’uomo. C’è supporto ogni giorno, ci sono le condizioni ideali per vivere bene anche fuori dal campo. Sto studiando italiano e inglese. Non è semplice, ma mi sto applicando. Capisco sempre di più. Il sardo è il livello successivo, piano piano (ride). Penso di essere una persona molto tranquilla. Riposo, film e serie tv. Mi rilasso per farmi trovare pronto all’impegno successivo”.

GLI ALLENATORI
“Ogni allenatore mi ha lasciato qualcosa. Ora sono molto felice del rapporto con Pisacane. Ho un grande ricordo di Senol Gunes e anche Montella è una figura importante per noi turchi. Il difensore più forte affrontato sinora? Dico Van Dijk. L’ho visto da vicino ed è stato impressionante. Affrontare campioni così ti spinge a migliorare. Voglio migliorarmi come calciatore e come uomo. Entrare stabilmente nella Nazionale turca. Ma tutto passa da quello che farò ogni giorno a Cagliari. Voglio affermarmi come Semih Kilicsoy, e che un giorno si dica: ‘lui è il nuovo Kilicsoy’”.

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