
Alla vigilia del match dell’Unipol Domus, l’allenatore rossoblù ha incontrato i media per presentare la gara contro il Torino. Queste le sue parole:
ATTENZIONE E RESPONSABILITÀ
“Non saranno della gara Pavoletti, Idrissi, Felici e Mazzitelli, in settimana abbiamo recuperato Deiola, così come Borrelli e Mina, che anche oggi si sono allenati con la squadra. Ė una partita che non ha bisogno di ulteriori motivazioni: i ragazzi sanno bene il valore che rappresenta. Dopo la gara contro l’Udinese c’era grande delusione da parte di tutti noi: abbiamo fallito un match-point che ci avrebbe permesso di raggiungere il traguardo già sabato scorso. Ora abbiamo una nuova opportunità. Paura? Solo se costruttiva, deve trasformare tutto in attenzione e responsabilità, senza togliere inutilmente delle energie”.
TUTTO PER L’OBIETTIVO
“Il Torino non regalerà nulla perché ognuno di noi ha le proprie ambizioni, è normale. Abbiamo preparato la gara analizzando anche la scorsa partita, soprattutto gli errori che abbiamo commesso nell’ultimo terzo di campo. Ho visto negli occhi dei ragazzi grande responsabilità. Ho sempre cercato di essere umile nelle letture, ripartiamo e mettiamoci in uno stato d’animo positivo: contro l’Udinese abbiamo lasciato per strada qualche punto che, invece, avevamo raccolto in qualche partita dove non avremmo meritato. Nel calcio tutto si compensa. Oggi siamo in una situazione mentale che abbiamo già vissuto in passato, anche se a due gare dalla fine l’indice di rischio è più alto. Ma ci siamo già trovati in queste situazioni e le abbiamo superate. La squadra è consapevole, tutti vogliamo raggiungere questo obiettivo e daremo tutto perché ciò avvenga domani”.
PADRONI DEL PROPRIO DESTINO
“Inutile fare tabelle, pensare a quello che potranno fare gli altri. Siamo noi i padroni del nostro destino. A inizio stagione non avrei firmato per trovarmi oggi ad avere sei punti di vantaggio dalla terz’ultima a due giornate dalla fine, in questo entrano in gioco fattori che non dipendono solo da me, ma riguardano tutti, Club, squadra, ambiente. Avrei, invece, firmato per essere l’allenatore del Cagliari per 37 giornate: tutto ciò che posso controllare io, mi può consentire di firmare per qualcosa, la mia priorità è stata sempre quella di guadagnarmi questa panchina in ogni gara, partita dopo partita. Come ho vissuto questa settimana? Con la soddisfazione di chi ha dato tutto. Più diminuiscono le gare, più vedi il traguardo vicino, vuoi portare al termine la missione. Ė stato questo sentimento a prevalere questa settimana: ci sono ancora 180 minuti, tutto quello che facciamo di buono ci può portare all’obiettivo, tutto ciò che facciamo di sbagliato ci può allontanare. Ho cercato di preparare la gara con cura manicale per i dettagli, mettendo i ragazzi nelle condizioni di avere più vantaggi possibili e diminuire il margine di errore”.
LE SCELTE
“Zé Pedro non ci sarà per squalifica, era diffidato. Nel girone di ritorno è stato tra i più utilizzati, era tra i calciatori più freschi dal momento che nel girone di andata lo avevamo visto poco, si era dovuto fermare per l’infortunio al menisco. Quando poi è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto. In quel ruolo il sostituto naturale è Zappa, anche dal punto di vista difensivo l’ha già fatto in passato, ti permette di avere un assetto quando difendi e quando attacchi. Gabri può essere quello più indicato per sostituirlo. In avanti abbiamo recuperato Borrelli, Belotti ha una settimana di lavoro in più nelle gambe. Sceglierò domani in base al piano gara, per avere anche nel corso del match delle alternative. Sono tutti in ballo, tutti possono partire dal primo minuto”.
GRAZIE, PAVO!
“Oggi mi fa strano essere qui, parlare dell’ultima partita in rossoblù di Leonardo davanti al nostro pubblico. Con lui ho vissuto due esperienze, prima da compagno di squadra e poi da allenatore. Ho conosciuto un guerriero, un trascinatore, uno che dentro lo spogliatoio era capace di lasciare sempre tanto. Quando sono diventato il suo allenatore ci siamo confrontati, anche quotidianamente per alcune situazioni. Ha un carattere forte e questo gli ha permesso di diventare un punto di riferimento negli anni. Per il suo percorso, per quello che ha dato a questa maglia, merita enorme rispetto. Mi auguro che la squadra domani possa conquistare il traguardo: oltre ad essere importante per il Cagliari, sarebbe il giusto saluto ad un calciatore che non ha mai fatto mancare sacrificio, appartenenza, identità, tutte quelle caratteristiche che ti permettono di essere amato da una piazza”.
SUL FUTURO
“Ne approfitto per fare chiarezza su alcuni aspetti, forse ancora pago un po’ l’essere esordiente in A: quando ho detto che Kilicsoy per me era un trequartista, non una vera punta, forse avrei dovuto dire meglio che per me è un “9 e mezzo”, quel calciatore particolare che sì, può fare la prima punta, ma che soprattutto per caratteristiche ama venire a cucire il gioco, come fa Sebastiano Esposito. Altra questione, il mio futuro. Ribadisco che la priorità del Cagliari non è il futuro di Pisacane, ma quella di raggiungere l’obiettivo. Non penso al futuro, lo costruisco nel presente e non mi sento intoccabile. Il mio sogno era ed è quello di portare il Cagliari dove deve arrivare, spero di riuscirci: sono circondato da persone che mi stanno mettendo nelle condizioni di raggiungere l’obiettivo. Per il resto la vita è imprevedibile. Quello che con le mie dichiarazioni volevo sottolineare è che, con o senza Pisacane, il Cagliari avrà in futuro un parco calciatori che potrà dare delle soddisfazioni nel lungo periodo”.