SALA STAMPA | Mister Pisacane dopo Udinese-Cagliari

Prima Squadra - 19/09/2026
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Al termine del match del “Bluenergy”, l’allenatore rossoblù ha incontrato i media per analizzare la vittoria contro l’Udinese. Le sue parole

LA VITTORIA PER I TIFOSI
“Sono felicissimo per i nostri tifosi, hanno bisogno di vivere queste emozioni, è giusto che sognino. Poi sta a noi addetti ai lavori restare lucidi, sul pezzo. Gli obiettivi non si riscrivono a settembre, dopo aver fatto una partenza inaspettata: sappiamo per cosa siamo stati costruiti e se molliamo un attimo la presa diventa difficile, come è successo contro l’Hellas in Coppa Italia. Però è giusto che i tifosi sognino, il calcio è della gente. Anche oggi erano in tanti, hanno attraversato il mare, percorso tanti chilometri. Questa vittoria vale più di sei punti”.

UNITÀ DI INTENTI E COMPATEZZA
“Ci sono delle volte che, sempre nelle nostre reali possibilità, dobbiamo essere belli; delle altre in cui dobbiamo essere forti. E oggi la squadra mi è piaciuta perché è stata forte, ha saputo soffrire. Ho visto quindici calciatori difendere ogni metro con grande dedizione.  Ci dobbiamo mettere sempre nelle condizioni di fare una partita come quella di oggi. Affrontavamo una squadra agguerrita, che aveva sete di vincere in casa. L’Udinese ha qualità, da metà campo in su è una squadra molto forte. Quando hanno messo le due punte vicine abbiamo sofferto dai piazzati: ma la nostra voglia di non prendere gol ha fatto la differenza. Vedere la squadra battagliare così, su un campo così difficile, mi fa ben sperare per il futuro, ma manteniamo il focus sulla realtà, sui nostri obiettivi. Ci vogliamo salvare, lo vogliamo fare in maniera diversa rispetto alle scorse stagioni”.

LO SPIRTITO GUERRIERO DELLA SQUADRA
“La sofferenza non mi preoccupa se è organizzata, accompagnata da spirito di grande sacrificio e condivisa da tutti. Per questo questa vittoria vale più di tre punti. Questa squadra sa che per portare a casa certi risultati c’è bisogno di mettere quella parte che ci impone la nostra storia, l’animo battagliero. Gli schiaffi che ci ha riservato la sorte? Io cerco di essere sempre me stesso: se vediamo una squadra arcigna, che non molla, che sa soffrire, è anche perché io cerco di trasferire questo prima di ogni cosa. Le squadre, spesso, sono lo specchio del loro allenatore. Al netto della vittoria mi porto a casa l’atteggiamento. Oggi la nostra vittoria non rende giustizia all’Udinese, che è stata costruita per obiettivi diversi dai nostri: questa vittoria per noi equivale ad una conquistata su un campo di prima fascia”.

SU MALDINI
“Cosa ho detto a Daniel Maldini prima della gara? Nulla, ci ho parlato alla ripresa degli allenamenti. Ero convintissimo che il ragazzo fosse pulitissimo e credo che anche il gol di oggi certifichi la buona fede del ragazzo, se avesse avuto la coscienza sporca non si sarebbe tolto questa soddisfazione. Credo nell’energia positiva. Daniel porta un cognome pesante, ha talento, oggi non era neppure al 100%, aveva preso una contusione sullo sterno nell’incidente, ma lui mi ha dato disponibilità e non ci ho pensato due volte a mandarlo in campo. In questo momento si sta creando l’alchimia con alcuni compagni di reparto e sarebbe stato deleterio non averlo in campo”.

LA PRESTAZIONE DI CAPRILE
“Caprile in Nazionale? Elia merita l’Azzurro. Ci sono delle gerarchie, ma poi bisogna anche riferimento a ciò che si vede sul campo. Elia dopo Donnarumma e Carnesecchi in questo momento per rendimento è il portiere che avrebbe meritato di stare a Coverciano nei prossimi giorni. Se questo non è successo è perché il CT avrà avuto le sue buone ragioni, ma sono convinto che lo stesso CT guardi tutto, ogni cosa e sono straconvinto che Elia possa ambire tra i tre/quattro portieri della Nazionale”.

I SINGOLI
“Mendy? Come tutti i ragazzi ha bisogno di sbagliare, crescere. È un ragazzo del 2007 che è arrivato qui due anni e mezzo da un altro calcio, c’è voluto tempo per costruirlo, dargli le basi. Se lo abbiamo scelto è perché abbiamo in visto in lui del potenziale: lo abbiamo messo in campo accompagnandolo in un percorso con coscienza e coerenza per potergli dare una possibilità quest’anno. Si sono create delle occasioni, che oggi ci hanno messo nella condizione di farlo giocare con continuità. La Società, al contempo, sta dimostrando di voler puntare sui giovani. Paul ha esordito in A con una doppietta, ha delle sue qualità innate, altre devono sbocciare, va saputo aspettare. Sta acquistando fiducia e inizia a credere nel suo potenziale. Romano? Non sa neppure quanto è forte: è un calciatore completo. Mi ricorda Strootman, che più di lui magari aveva un piede più educato, ma Alessandro per me ha più impatto dal punto di vista fisico. Ha comprensione del gioco, sacrificio e dedizione, sa giocare a calcio. Deve giocare, sbagliare all’occorrenza. Mi ha sorpreso però: rispetto a Palestra, che lo scorso anno ero partito con qualche errore da matita rossa, proprio qui a Udine, lui sembra già un calciatore molto più maturo.  Adopo? Faceva la mezz’ala nel 4-3-2-1, con Romano in fase di non possesso e con Maldini sul doppio mediano dell’Udinese. Lui, come Deiola, si allargavano un po’ di più e si occupano dei due quarti quando prendevano l’ampiezza. È un calciatore che riesce a giocare sia dentro che fuori, mi sta colpendo piacevolmente: cresce di gara in gara”.

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