
Il fantasista rossoblù Daniel Maldini, autore di quattro reti nelle ultime quattro gare di Serie A e autentico protagonista in questa prima parte di stagione, in cui ha ritrovato anche la Nazionale, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport dalla terrazza panoramica di Palazzo Tirso a Cagliari. Le sue parole:
LA MAGLIA ROSSOBLÙ
“Cosa rappresenta la maglia del Cagliari? Per me ha un significato nuovo, forte. Siamo partiti subito con il piede giusto, vogliamo continuare così e speriamo di dare ancora di più. Tra i gol realizzati sinora in rossoblù, scelgo quello che considero il più importante, quello fatto contro la Juventus: purtroppo non è servito a conquistare i tre punti, ma è stata una partita molto bella”.
LA FIDUCIA DEL CLUB
“Quella di lunedì contro il Monza sarà una gara speciale. Ho giocato lì, mi sono sempre trovato molto bene. A Cagliari inizio a rivivere le emozioni provate a Monza. Qui ho trovato grande fiducia da parte del Club, dello staff e dei miei compagni: credo che questa sia la cosa più importante, ciò che ti permette di rendere al meglio in campo”.
IL RAPPORTO CON IL MISTER
“Conoscevo la storia del Mister, quello che ha dovuto affrontare da piccolo. La sua foto in un letto d’ospedale con la maglia di mio papà, uno dei suoi idoli, è un’immagine molto emozionante. Una volta ne abbiamo parlato nel suo ufficio. Oggi essere allenato da lui è come la chiusura di un cerchio. Con lui ho instaurato un rapporto bellissimo: parliamo tanto, mi aiuta e sono veramente contento di averlo come allenatore”.
LA DINASTIA MALDINI
“Entrare a Coverciano, vedere le foto di mio nonno e mio papà in azzurro è un’emozione veramente forte. Vestire la maglia della Nazionale penso sia il sogno di ogni bambino, è motivo di grande orgoglio. Cosa direbbe oggi mio nonno di me? Penso sarebbe molto felice, avrei tanto voluto mi vedesse giocare”.
L’AZZURRO E IL CT MANCINI
“Sono molto felice di essere entrato a far parte del gruppo della Nazionale. Il CT Mancini ti dà una tranquillità invidiabile: anche quando magari le cose non vanno per il verso giusto, riesce a capire come farti stare tranquillo, così da far andare le cose meglio. Lo stesso succede con mister Pisacane: se l’allenatore riesce a far stare bene il calciatore, automaticamente si innesca un meccanismo che può portare a grandi cose”.
L’IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA
“Mio padre, mia madre e mio fratello sono fondamentali per me: sono la mia forza, lo sono sempre stati, soprattutto quando le cose non vanno per il verso giusto, nei momenti più difficili, come è successo anche di recente. Su quell’episodio dico che ho fatto una cavolata e, com’è giusto che sia, ne pago le conseguenze. Non era giusto, però, che pagassi per cose che non erano state fatte, oggi la verità si conosce. Comunque, quel momento è alle spalle, siamo andati avanti, la mia famiglia è stata con me e questa è la cosa più importante”.
SOGNO MONDIALE
“Con mia madre ho un rapporto molto bello, speciale: viene spesso a trovarmi qui a Cagliari, le piace la città. Mio padre per me è sempre stato una sorta di ‘supereroe’, anche se ho sempre vissuto questa cosa in maniera abbastanza normale. I miei sogni da bambino? Li ho realizzati, ma ce ne sono sempre di nuovi, per spingerti oltre. Mi piacerebbe fare un Mondiale con l’Italia, penso sia il sogno di ogni ragazzo”.