
L’esordio nella sfida contro la Juventus, le prime settimane al Cagliari, il proprio percorso fino all’Italia e alla Serie A. Yanis Massolin è uno dei volti nuovi rossoblù e si racconta ai canali ufficiali del Club.
UNA SCELTA CONVINTA
«Ho scelto il Cagliari perché era la Società che mostrava più interesse nei miei confronti, con principi di gioco nei quali mi riconosco molto. È stata una scelta logica, facile», spiega il francese. Una decisione maturata sulla base della fiducia ricevuta e della sintonia con il modo di giocare della squadra, che ha trovato conferma nei primi giorni trascorsi in Sardegna. «Per quanto riguarda la Sardegna e Cagliari, non le conoscevo personalmente, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso: è una bella città, sono davvero contento di essere qui».
L’ACCOGLIENZA E IL CALORE DEI TIFOSI
L’inserimento nel gruppo è stato positivo fin da subito, anche grazie alla presenza di diversi compagni francofoni: «Sono stato accolto benissimo. Ho avuto la fortuna di arrivare in una squadra dove c’erano diversi ragazzi che parlano francese. Questo ha facilitato il mio inserimento. I compagni mi hanno accolto molto bene, si sente che è un gruppo davvero unito. E per quanto riguarda i tifosi sono rimasto piacevolmente sorpreso anche da loro. La prima volta che sono stato allo stadio ero in tribuna per la partita contro l’Inter. C’era un’atmosfera davvero incredibile: è fondamentale sentirsi supportati in questo modo».
IL SOGNO DELLA SERIE A
«Giocare in Serie A rappresentava il sogno che avevo da bambino. Quando sei piccolo vuoi sempre arrivare più in alto possibile nel calcio. Sono davvero contentissimo, soprattutto di averlo fatto davanti ai nostri tifosi che, come dicevo, ci hanno dato una grande spinta. Questo ci aiuta molto in campo. Abbiamo iniziato molto bene questo campionato. Personalmente non sono sorpreso, perché so cosa facciamo durante tutta la settimana, l’intensità degli allenamenti e il rigore di tutti. Penso che tutto questo non possa che dare risultati nel weekend, con l’obiettivo di continuare così. Tutti nella squadra mi hanno impressionato a modo loro, ma penso che ciò che costituisce la nostra forza sia soprattutto la mentalità. Il fatto di essere molto uniti è ciò che ci fa vincere le partite e conquistare punti. È questo che mi ha impressionato di più. Con il mister ho un buon rapporto. Condivido i suoi principi di gioco».
IL PERCORSO, DALLA FRANCIA A CAGLIARI
Nato a Moulins e cresciuto ad Annemasse, Massolin ha seguito un cammino diverso da quello di molti calciatori professionisti. Il calcio è entrato progressivamente nella sua vita come una possibilità concreta, fino a diventare una professione. «Anche mio padre giocava a calcio, ha giocato nella seconda divisione francese. È stato verso i 17 anni che ho iniziato davvero a prendere il calcio come qualcosa di serio. Non ho frequentato un settore giovanile professionistico, quindi non ho seguito il percorso che fanno tutti. Ho capito un po’ più tardi che poteva diventare un mestiere. L’esperienza al Modena mi ha dato moltissimo. Lì ho imparato davvero tanto, ho anche imparato ad adattarmi. Per questo il mio periodo di ambientamento è stato più breve qui a Cagliari rispetto a quando sono arrivato dalla Francia a Modena. Modena mi è servita moltissimo».
QUALITÀ TECNICHE E VOGLIA DI CRESCERE
«Penso che le mie qualità siano sia tecniche che fisiche. Penso di poter aiutare la squadra al meglio, facendo quello che chiede il mister. E penso di dover essere più presente nel gioco, perché l’intensità non è la stessa della Serie B. Devo anche prendere decisioni più rapidamente, perché qui si gioca più velocemente di quanto fossi abituato a Modena. Devo essere più rapido nelle scelte di gioco e partecipare di più. Voglio migliorare la mia partecipazione al gioco, assimilando ancora meglio i principi di gioco, per poter rendere di più in campo».
YAYA TOURÉ E MESUT ÖZIL, DUE MODELLI
Tra i calciatori che hanno attirato maggiormente la sua attenzione ci sono due interpreti del centrocampo dalle caratteristiche differenti, ma accomunati dalla capacità di incidere sulla partita. «Non ho idoli, ma tra i giocatori che mi piacevano c’era Yaya Touré. Nel mio ruolo di centrocampista, per me era uno dei giocatori più completi». Accanto all’ex centrocampista ivoriano, un altro riferimento è Mesut Özil: «Mi piaceva molto per la qualità dei passaggi e il suo altruismo».
TESTA AL MONZA
«Stiamo lavorando tutti bene durante la settimana, come sempre, ma ci aspettiamo una partita difficile, perché è un’ottima squadra. Se riuscirò a essere decisivo per aiutare la squadra, tanto meglio, ma la cosa più importante è portare a casa i tre punti. Sul piano personale? Vorrei giocare più partite possibile per accumulare quanta più esperienza riuscirò. Messaggio ai tifosi? Mi piacerebbe regalare loro emozioni, una bella stagione con tanti punti e spero tante vittorie in casa, davanti a loro».