
Juan Rodriguez si sta affermando come una delle certezze del Cagliari di Fabio Pisacane. Il difensore uruguaiano è intervenuto ai microfoni di Radiolina, durante la trasmissione “Il Cagliari in diretta”, ripercorrendo il proprio ambientamento in Sardegna, il rapporto con i compagni e il momento della squadra, chiamata a reagire dopo tre sconfitte consecutive. Queste le sue parole.
IMPATTO E GOL AL MILAN
«Il primo anno è stato difficile per l’ambientamento in una nuova squadra, diversa dalla mia. Dopo tre mesi mi sono ambientato lavorando. Il gol al Milan è stato incredibile, non me lo aspettavo!», racconta ripensando alla rete realizzata nell’ultima giornata dello scorso campionato, che contribuì alla vittoria rossoblù a San Siro.
LA CHIAMATA DEL CAGLIARI
«Non ho pensato nulla di particolare quando mi ha chiamato il Cagliari. Mi ha avvisato il procuratore e poi sono arrivato in Sardegna. Ci sono stati tanti uruguaiani che hanno fatto bene e me lo avevano detto: è un posto che piace, poi ne ho avuto conferma».
L’IMPRESSIONE SULLA CITTÀ
«Cagliari è una bella città, le persone sono gradevoli, salutano e mostrano il loro affetto. Questo è molto importante per me. L’italiano? Lo capisco, ma è difficile».
LASCIARE LA FAMIGLIA
«Lasciare la famiglia è stato difficile, però il mio sogno era giocare in Europa e in un campionato competitivo, ed è arrivata l’occasione. I miei cari sono orgogliosi di me, hanno conosciuto la città e sono contento per questo».
L’ESORDIO AL BOSTON RIVER E ANDREA COSSU
«Andrea Cossu è un grande, mi fa molto piacere averlo conosciuto e averlo incontrato nel mio percorso. Inizialmente non sapevo che mi stesse seguendo, poi mi ha riferito che era andato a vedere qualche partita. In quell’occasione il mio procuratore mi diceva continuamente di non essere ammonito nel primo tempo: il giallo è arrivato dopo dodici minuti e al 45’ sono finito in panchina», ricorda con un sorriso.
LA CAPACITÀ DI RIALZARSI
«Ho sbagliato contro l’Hellas Verona in Coppa Italia. Avevo disputato una buona partita, ma poi un errore finisce per influenzare tutto, a cominciare dai giudizi. Sappiamo che dobbiamo analizzarci e metterci alla prova di partita in partita: una gara può cambiare in qualsiasi momento, così come una stagione può prendere una direzione diversa in un attimo».
IL RAPPORTO CON I COMPAGNI E MINA
«Mi trovo bene con tutti, ma ho legato molto con Mina. Lui è sudamericano, giochiamo nello stesso reparto e ci confrontiamo. Poi ci sono Kevin Carlos, che parla spagnolo, e anche Zé Pedro. Mi trovo davvero bene con tutti». Un riferimento importante, soprattutto nei primi mesi in rossoblù, è stato proprio Yerry Mina: «È un grande, vuole sempre aiutare gli altri. Mi ha preso sotto la sua ala quando sono arrivato. Inizialmente volevo tornare a casa, perché avevo difficoltà di ambientamento e con la lingua. Yerry mi ha aiutato tanto da questo punto di vista: è una figura di riferimento».
LE CARATTERISTICHE IN CAMPO
«Mi sento uno cattivo in campo, sportivamente, ma so di avere anche altre qualità diverse dalla “garra”. Mi piace avanzare palla al piede, servire palloni tra le linee e recuperare la palla aggredendo, cercando una completezza più ampia possibile».
IL MOMENTO DEL CAGLIARI
«Siamo in un momento meno felice rispetto a qualche settimana fa, segnato da tre sconfitte consecutive. Dobbiamo lavorare per tornare a vincere dopo un buon inizio. Dopo Monza qualcosa è cambiato e dobbiamo metterci l’anima per rialzarci dal punto di vista dei risultati. L’atteggiamento? È stata una partita difficile al Brianteo, dopo lo 0-1 siamo andati in difficoltà e loro ne hanno approfittato. È vero che l’atteggiamento è stato diverso dopo quella gara, ma dobbiamo continuare a lavorare per migliorare ed eliminare gli errori».
LA LAZIO
«La Lazio è una squadra forte, prima in campionato. Sarà difficile, ma dobbiamo cercare di portare a casa un risultato positivo».
IL CONFRONTO CON DIEGO LOPEZ
Momento poi di grande impatto emotivo quando arriva la sorpresa: al telefono c’è “El Jefe” Diego Lopez, bandiera del Cagliari e simbolo per tutti gli uruguaiani passati di recente per la Sardegna. L’incontro a distanza con Juanchi è da cuori forti. «Lopez è stato un grande difensore, mi sta vicino e rappresenta tanto per noi. Ci confronteremo sicuramente e, se dovessi attraversare un momento difficile, so che lui ci sarà per me». Rodriguez apprezza tanto anche l’attenzione dell’ex rossoblù nei confronti dei connazionali: «È incredibile, si vede che vuole aiutare gli uruguaiani e lavora molto sull’autostima».
LA NAZIONALE E NANDEZ
«Sognavo da bambino di indossare la maglia dell’Uruguay! È stata un’emozione incredibile. Nandez? Mi ha chiesto una maglia del Cagliari. Ha fatto bene in Sardegna e qui lo ricordano con affetto».
GUARDA L’INTERVISTA INTEGRALE
L’intervista a Juan Rodriguez è disponibile sul canale Facebook ufficiale di Radiolina.