SALA STAMPA | La presentazione del DS Pietro Accardi

Prima Squadra - 15/06/2026
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Conferenza stampa di presentazione per il nuovo Direttore Sportivo del Cagliari Calcio, Pietro Accardi, che ha incontrato i media nella Sala Contemporanea di Opificio Innova, presso gli spazi di “Sa Manifattura” a Cagliari. Accanto a lui, a fare gli onori di casa, il presidente rossoblù Tommaso Giulini. Con loro anche il nuovo Direttore del Settore giovanile Max Canzi.

L’introduzione di Tommaso Giulini, prima delle domande rivolte dai giornalisti accreditati ai tre protagonisti odierni: “Mi fa molto piacere poter essere qui con Pietro Accardi e Max Canzi. Siamo all’interno di un percorso di ringiovanimento della Società e di ristrutturazione generale, che è stato avviato e continua nel tempo, conoscendo oggi una nuova fase. Un percorso che ha conosciuto nella stagione appena conclusa dei risultati significativi, noi vogliamo portare avanti questa filosofia con coerenza, puntando a migliorare ulteriormente: quando si parla di giovani e di capacità di usare le nuove tecnologie, c’è bisogno di cercare nuove professionalità e professionisti. Per questo accolgo Accardi, che ha avuto una lunga esperienza a Empoli con tanti elementi emergenti e di talento, è bello poi dare il bentornato a Max Canzi in un ruolo nuovo rispetto a ciò che ha svolto con noi dal 2015 al 2020. Parliamo di due figure indispensabili, con l’obiettivo che il nostro percorso diventi ancora più virtuoso grazie all’apporto di ogni componente. L’unione tra Prima squadra e Settore giovanile è fondamentale, si lavora in sinergia e non per compartimenti stagni, al di là del merito di ogni questione che andremo ad affrontare, al progetto tecnico che si sta iniziando a costruire, credo che il ritorno di Canzi e il fatto che Accardi abbia scelto di collaborare con Roberto Muzzi rappresenti molto in termini di senso di appartenenza. Questo sentimento va inculcato in tutti quelli che arrivano a Cagliari, negli ultimi tempi siamo riusciti a farlo ed è importante perseverare, in tal senso anche due sardi acquisiti come Max e Roberto diventano figure ideali”.

LE PRIME EMOZIONI E LA SCELTA CAGLIARI
“Le emozioni sono infinite. Ho avuto la fortuna di vivere il Cagliari tante volte da avversario ed è sempre stato un ambiente ostico e una squadra temibile a tutto tondo. Il senso di appartenenza che ti trasmettono questa città e questa Isola sono molto forti, chi indossa questa maglia deve sposare pienamente questi valori. Ringrazio il presidente per avermi scelto: è stato il Cagliari a scegliere me, non il contrario. Per me è motivo di grande orgoglio rappresentare questo Club”.

IDEE SUL MERCATO E DA DOVE RIPARTIRE
“Le idee sono chiare, ma oggi ha poco senso fare nomi perché siamo ancora all’inizio del percorso. Il confronto con il Mister è costante e quotidiano. La nostra volontà è quella di alzare il livello della squadra, partendo però da una base che riteniamo già buona. Abbiamo perso alcuni giocatori che erano da noi in prestito, per altri non è stato esercitato il diritto di riscatto: quei ruoli dovranno essere coperti. La volontà della Società è quella di mantenere lo zoccolo duro della rosa e aggiungere qualità e soluzioni. L’obiettivo è la valorizzazione dei giovani, credo sia una strada cruciale per una società come il Cagliari. Ho avuto la fortuna di formarmi a Empoli, dove il Settore giovanile era il cuore del progetto. Lì si partiva sempre dai ragazzi pronti per la Prima squadra e poi si costruiva il resto della rosa. Vogliamo lavorare a stretto contatto con il vivaio, con Canzi e con tutte le componenti del Settore giovanile. Dobbiamo sentirci una famiglia che lavora per un bene comune che si chiama Cagliari”.

IL RAPPORTO CON PISACANE E LA CENTRALITÀ DELL’ALLENATORE
“Oggi, ancora più che in passato, l’allenatore è una figura centrale all’interno di una Società. I ragazzi hanno bisogno di essere guidati, incoraggiati e accompagnati nel loro percorso. Abbiamo un allenatore bravo, preparato e capace, che da esordiente è riuscito a ritagliarsi uno spazio di primo piano in Serie A. Sappiamo che quest’anno le difficoltà aumenteranno, ma il mio compito non è sostituirmi all’allenatore. Io rispetto i ruoli e sarò al suo fianco per supportare lui e la squadra. È il mio modo di lavorare. Con Fabio ci sentiamo continuamente, ci siamo visti anche la scorsa settimana e il confronto è costante. È fondamentale parlare e condividere le idee. Sarà importante non sbagliare le caratteristiche dei giocatori che andremo a prendere, perché dovranno essere funzionali al suo modo di interpretare il calcio”.

GIOVANI, ESPERTI E IDENTITÀ
“La linea tracciata è quella di investire sui giovani, ma non soltanto. Abbiamo bisogno anche di giocatori esperti, capaci di trasmettere valori e conoscenze ai più giovani. Negli ultimi anni il Cagliari ha avuto una forte componente italiana e questo è sicuramente un aspetto da tenere in considerazione, ma dobbiamo essere attenti alle opportunità che offre il mercato. Se c’è la possibilità di prendere un ragazzo molto giovane, nato nel 2007 o anche dopo, italiano o straniero ma che riteniamo di valore, dobbiamo essere pronti a coglierla”.

LE SITUAZIONI DEL CALCIOMERCATO
“Per quanto riguarda Luvumbo, al momento abbiamo due richieste concrete: una proveniente dall’estero e una dall’Italia. Le stiamo valutando con attenzione. Prati invece farà ritorno a Cagliari e durante il ritiro valuteremo insieme se continuerà a fare parte del gruppo oppure se verranno prese altre decisioni. Dipenderà in primis da lui. Andrea Belotti è un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, così come Alberto Dossena. Andrea si è fatto apprezzare per le sue qualità umane oltre che tecniche, ma ha avuto la sfortuna di subire un infortunio importante e oggi stiamo ancora facendo delle valutazioni. Per quanto riguarda Dossena, al momento stiamo seguendo anche altri profili. Al momento non abbiamo ricevuto offerte per i nostri giocatori. La nostra intenzione è quella di mantenere l’ossatura della squadra e aggiungere elementi che possano migliorarla ulteriormente. Poi sappiamo che il mercato può cambiare gli scenari anche in modo repentino e che conta anche la volontà dei calciatori, ma oggi la nostra idea è quella di confermare la struttura del gruppo e rafforzarla”.

IL PERCORSO DI ACCARDI
“Nella vita spesso accade che fai dieci cose giuste, una sbagliata e tutti si ricordino soltanto dell’errore. L’esperienza alla Sampdoria mi ha insegnato tanto. Cadere può essere un’opportunità, perché quando rimani solo sei costretto a guardarti dentro e a fare un lavoro introspettivo. È successo a me come succede ai calciatori e agli allenatori. Tutte le scelte le ho fatte perché ci credevo davvero. Oggi guardo al percorso che ho davanti e penso che sia ancora molto lungo. So cosa significa rappresentare il Cagliari e metterò tutto me stesso in questa avventura, anche grazie agli errori che ho commesso in passato. L’obiettivo è costruire una squadra sempre più competitiva e funzionale alle idee dell’allenatore. Abbiamo una buona base di partenza e dobbiamo essere bravi a migliorarla senza snaturarla. Il confronto quotidiano con il mister ci aiuterà a fare le scelte giuste. Sappiamo perfettamente cosa serve e quali caratteristiche ricercare. Adesso dobbiamo lavorare per trasformare le idee in fatti”.

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