
Queste le parole del Direttore Sportivo del Cagliari Guido Angelozzi, ospite nel pomeriggio della trasmissione “Il Cagliari in Diretta” su Radiolina.
IL PROGETTO CAGLIARI
“Quando il presidente Giulini mi ha prospettato il progetto che stiamo portando avanti ero subito entusiasta. Ho sempre lavorato molto con i giovani, penso alla mia esperienza di Frosinone (ma non solo) e i gialloblù sono tuttora è la squadra più giovane della Serie B. Il Cagliari aveva scelto un allenatore giovane e alla sua prima stagione in Serie A, alla guida di un gruppo con molti italiani e numerosi ragazzi che arrivano dal vivaio o che sono stati scovati altrove. Siamo soddisfatti, tutti parlano dei nostri giovani e delle nostre idee, la squadra sta facendo bene e anche l’allenatore, è chiaro che dobbiamo migliorare e ottenere la salvezza, che è il nostro obiettivo”.
MISTER PISACANE
“Sto scoprendo Pisacane ogni giorno, sin dal ritiro ho avuto l’impressione che fosse un bravo allenatore: vedendo come si poneva e la sua filosofia dentro e fuori dal campo, ritengo sia un predestinato perché ha cultura del lavoro, passione per questo mestiere, intuito, voglia di dedicarsi ininterrottamente al calcio. Sta dimostrando di poter stare in Serie A, e non è questione di gioventù o meno ma di competenze. Conoscevo Fabio già da calciatore, c’era l’idea di portarlo da me quando era un giovane al Lumezzane ma non se ne fece nulla. Abbiamo iniziato questa stagione con una cena a Napoli dove ci siamo conosciuti meglio e confrontati a tutto tondo, ognuno con la sua visione, e abbiamo iniziato a disegnare il Cagliari insieme al presidente”.
LE POSSIBILI MOSSE DI MERCATO
“Sulemana è un’ipotesi, ci stiamo parlando, aveva varie alternative ma quando ha saputo che c’era l’idea di tornare a Cagliari ha dato disponibilità. Significa che qui è stato bene, ha fatto bene, speriamo di riuscire ad accontentarlo e di portare un elemento utile alla nostra causa. Vogliamo prendere due centrocampisti, alla luce degli infortuni occorsi a Deiola e Folorunsho che purtroppo si sono aggiunti a Felici e Belotti. Uno l’abbiamo individuato in Sulemana, che intanto oggi è impegnato col Bologna a Verona, poi vedremo nei prossimi giorni cosa riusciremo a fare, ma fino a quando non ci sono le firme nulla può essere considerato definitivo”.
“In difesa stiamo valutando se prendere un altro elemento da aggiungere ai nostri, davanti preferiamo aspettare un attimo, sicuramente la priorità è prendere prima possibile almeno un centrocampista. Poi da qui a fine calciomercato ragioneremo sugli altri reparti. Trepy e Kilicsoy? Sono due ragazzi che si sono proposti bene, giovani e bravi, che devono e possono crescere ancora. Noi sul mercato dobbiamo essere bravi a non fare errori, non bisogna per forza prendere calciatori o muovere elementi rischiando di peggiorare la situazione una volta che rientreranno gli infortunati. Cessioni? Abbiamo un po’ di richieste, stiamo facendo dei ragionamenti a tutto tondo”.
VERSO LA JUVENTUS
“Quella contro la Juventus sarà una partita dura, è ovvio. Nel calcio si parte sempre da 0-0 e 11 vs 11, vedremo chi sarà più bravo. La squadra sta lavorando bene, i ragazzi sono carichi dopo Genova, ripartiamo con grande fiducia. Abbiamo un gruppo solido, sano, con tanta qualità ed energia, e abbiamo molti ragazzi interessanti”.
I SINGOLI
“Il Settore Giovanile del Cagliari lavora davvero bene. Pensiamo a Trepy che anche nelle scorse settimane, in particolare dopo Inter-Cagliari del campionato Primavera 1 ma ovviamente anche dopo Cremona, ha attirato le attenzioni di diverse squadre; non si tocca perché continuerà a crescere con la nostra maglia. Palestra? Fino al 30 giugno è un giocatore che lavora per il Cagliari, non c’è dubbio. Mina? Ha avuto qualche problema fisico e quando è così è normale avere alti e bassi, ha fatto delle belle prestazioni e altre meno, anche la Nazionale lo ha certamente impegnato in modo intenso; non è venuto a Genova per continuare a lavorare al meglio in vista di sabato, si sta allenando bene e speriamo di averlo presto con noi. È un discorso che vale per tutti, però. In questo momento ci mancano un po’ i ragazzi più esperti, i più falcidiati dai guai fisici”.
LA REALTÀ CAGLIARI
“Cagliari è una realtà molto particolare, sicuramente diversa da Frosinone che è una città di 40 mila abitanti e dove hai prerogative ben differenti. La grande differenza è senza dubbio logistica, perché dalla Ciociaria puoi arrivare in poco tempo, in auto o treno, in tanti posti e grandi città, mentre da e per la Sardegna non è mai facile muoversi: occorre trovare i voli e organizzarsi per tempo. Sto molto bene qui, con i sardi c’è stato un annusarsi iniziale e ora sono davvero felice di rappresentare questi colori e provare a portare il mio contributo. Sta andando davvero tutto per il meglio”.
ANGELOZZI A CAGLIARI
“Sicuramente in passato, come per esempio a Frosinone, ho avuto più responsabilità per quanto riguarda la gestione sportiva del club, essendo un vero e proprio amministratore con potere di firma e curando molti aspetti cruciali. Qui ho dei focus più specifici e meno diretti, quindi possiamo dire che le potenziali ricadute in termini di responsabilità anche personale sono meno”.
IL RUOLO DEL DIRETTORE SPORTIVO E LO SCOUTING
“Dipende sempre dal tipo di Società in cui lavori e dalle responsabilità che hai. Io sono sempre andato spesso in giro a vedere i giocatori in prima persona, è normale che quando vai a formare nel tempo un team che ha lo scouting come focus inizi a viaggiare un po’ meno. Personalmente mi piace conoscere i calciatori, la loro estrazione sociale e familiare, capirne ogni aspetto per provare a individuare se sia un profilo giusto per la tua realtà. Oggi la professione del direttore sportivo e in generale dell’operatore di mercato è cambiato molto, ci sono club che lavorano tanto o solo con gli algoritmi, non solo quelli con proprietà straniere o legate a fondi di investimento. Credo sia sempre giusto un bilanciamento tra i vari metodi, a Cagliari noi cerchiamo di avere una mappatura generale e dettagliata dei talenti e dei profili che possono fare al caso nostro. Il mio più grande colpo? Sicuramente quello che mi ha dato più soddisfazione è Federico Gatti: lo vidi giocare nei dilettanti nel nord Italia e volevo prendere sia lui che Daniel Boloca, per portarli allo Spezia; il club non fu convinto, scelsi Boloca. L’anno dopo vidi ancora Gatti alla Pro Patria, io nel frattempo ero passato al Frosinone e lo presi, frutterà una bella plusvalenza pochi mesi dopo col passaggio alla Juventus”.