INTERVISTA | Gaetano a “Il Cagliari in diretta”

Ultimissime - 12/02/2026
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Gianluca Gaetano è stato ospite di “Il Cagliari in diretta”, trasmissione radiofonica in onda ogni giovedì su Radiolina e Videolina a cura dei giornalisti Alberto Masu, Fabiano Gaggini e Valentina Caruso.

IL RUOLO DI PLAY
“Sono contento di questa posizione, posso dire che finalmente gioco lì. Ma è una sorpresa solo per qualcuno, non per me che ci ho già giocato in passato e sapevo che sarei tornato davanti alla difesa. Da lì non mi sposterò più, fui impiegato in quella posizione già a Cremona con Pecchia allenatore, a Napoli ero mediano o mezzala perché il trequartista non c’era nel sistema adottato. Non c’è stato un momento specifico in cui Pisacane mi ha chiesto di giocare da playmaker, semplicemente sapevamo entrambi che quella fosse una zona ideale per me, poi con la Juventus è andata bene, ma anche a Como non sfigurai, mi piace perché tocco tanti palloni e posso gestire il gioco. Credo che mi abbiano messo dietro le punte, più avanzato, perché vedevo bene la porta e segnavo spesso”.

LAVORO E PIEDI PER TERRA
“Il gol alla Roma fu bello e ponderato perché capii che Ghilardi non aveva scelto il tempo giusto, sono stato freddo nel controllare e calciare anziché rimetterla in mezzo come si fa di solito su quella situazione. Fu una bella prova, giocata molto bene, però ora dobbiamo continuare così perché stiamo facendo bene ma in Serie A non puoi mai distrarti ed è un attimo ritrovarsi nei bassifondi. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, equilibrati”.

LA SFIDA AL LECCE
“Sarà una partita molto importante, dobbiamo essere pronti e continuare sulla nostra strada dimostrata in queste settimane, sicuramente una sfida che pesa per la classifica e per il nostro cammino. Ma siamo come sempre molto carichi, sono gare dove occorre essere freddi e rimanere in equilibrio, senza frenesia”.

NON SOLO GOL
“Non sono mai stato un goleador, semplicemente ci sono stati momenti dove ho segnato per qualche gara in fila e mi è stata data una etichetta che però non mi appartiene perché non è quello il mio ruolo. Sicuramente Pisacane ha avuto coraggio nel mettermi davanti alla difesa, ma lo è stato con tanti altri nostri ragazzi, oggi si parla del Cagliari come una squadra giovane che fa bene e piace a molti, però poi bisogna dare fiducia ai calciatori alle prime armi altrimenti rimangono parole vuote. I miei idoli? Inizialmente Pogba, poi ho giocato con Hamsik al Napoli ed era qualcosa di straordinario”.

CAGLIARI COME CASA
“A Cagliari sono sempre stato bene, dal primo giorno è stato splendido e poi ho voluto fortemente tornare perché l’accoglienza della gente, dei senatori, è stata magnifica. Il mare, la serenità, i messaggi sui social da parte di molte persone mi hanno convinto e mi fanno essere sicuro che sia il posto giusto per me. L’anno scorso non è andata benissimo, un’annata che vorrei cancellare ma che mi ha anche insegnato molto. Il ritiro estivo conta moltissimo, quando magari non lo fai al meglio poi hai qualche difficoltà durante la stagione e devi essere bravo a lottare, determinare mettendoci qualcosa del tuo. Anche quest’anno a un certo punto non giocavo tanto ma col mister c’è grande sintonia e dialogo, mi piace molto, è maniacale, ama giocare a calcio, studia e ti fa capire il piano gara alla perfezione: abbiamo le condizioni ideali e la guida perfetta, mister Pisacane avrà un grande futuro”.

LA NUMERO 10
“Io volevo la mia cara 70 essendo l’anno di nascita di mio padre. Poi però la 10 era rimasta libera e i miei compagni erano convinti che andasse presa da qualcuno, che io fossi la persona giusta e quindi ho accettato questa sfida con piacere. La 10 nel calcio è sempre speciale e ti dà un senso di responsabilità particolare”.

SOGNO AZZURRO
“Nessuno può esimersi dal pensare alla Nazionale, è il sogno di tutti i calciatori, giovani e non solo. Uno ci prova e sa che tutto passa da quello che fa con il proprio Club di appartenenza, non ci sono altre vie per l’azzurro. Poi se non arriva pazienza, non deve essere un’ossessione. Fui convocato poco prima della gara contro la Salernitana nel 2024, ma mi feci male in quella partita e dovetti alzare bandiera bianca a malincuore: parlai con Spalletti, che conoscevo bene dai tempi di Napoli, e gli spiegai che proprio non ce l’avrei fatta. Il calcio e la vita sono fatti di treni che passano, si sa, ma c’è sempre tempo per prendere il prossimo”.

RAPPORTI SPECIALI
“I nuovi si stanno già integrando al meglio, Deiola è un ragazzo con cui ho un rapporto speciale perché fu il primo ad accogliermi sin dai primi giorni. Esposito anche è un partner con cui ho un bel feeling, ci conoscevamo già dal passato, ma in generale siamo un gruppo sano, forte, una famiglia dove tutti si trovano bene sin dal primo momento”.

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