
Il centrocampista rossoblù, Luca Mazzitelli, scuola Roma, ha rilasciato un’intervista esclusiva a “Il Corriere dello Sport” in edicola oggi, a pochi giorni dalla gara dello stadio “Olimpico”. Questo un estratto delle sue dichiarazioni:
MASSIMA CONCENTRAZIONE
“La vittoria sulla Juve resterà negli annali del Cagliari, ma quella con il Verona è stata ancora più importante, perché ci ha dato la consapevolezza di poter centrare la salvezza. Ma il traguardo è ancora distante. Di certo pensare di avercela già fatta, sarebbe l’errore più grande. Dobbiamo continuare così, a testa bassa, con la massima concentrazione. A partire dalla prossima gara, contro la Roma: una bella squadra, diretta da un allenatore bravissimo. In pochi mesi, Gasperini ha impresso la sua impronta. Se la giocherà sino alla fine con la Juventus per un posto in Champions”.
IL LEGAME CON ROMA
“A Roma hai mosso i primi passi nel calcio. Ho iniziato nel campetto della scuola. Ero già il più bravo e molto competitivo. Poi la scuola calcio e le giovanili giallorosse. Quindi, ho iniziato il tour dell’Italia. Cosa mi è rimasto della mia romanità? Tutto, stando lontano dalla mia città l’ho apprezzata ancor di più. Vivendoci non mi rendevo conto. Ho la famiglia, gli amici, adoro tutto di questa città complessa ma meravigliosa”.
IL LAVORO PAGA
“Pensare che non ero mai stato prima in Sardegna. Sono arrivato qui da una stagione in cui avevo giocato poco, prima al Como poi al Sassuolo. Per cui c’è voluto un periodo di ambientamento, non ero al top della condizione fisica e ho pagato dazio. Mi sono attaccato al lavoro, ho messo il massimo impegno in ogni allenamento. Mi ha dato una grande mano Pavoletti, che mi è stato vicino e mi ha incoraggiato. Ora le cose vanno bene. Il gol alla Juve? Una gioia immensa. Quando ho visto la punizione radente di Gaetano ho deciso di calciare, era l’unica cosa che avrei potuto fare. Mi sono girato e ho visto il pallone che filava via bene, che Perin era coperto. Poi, lo stadio è esploso”.
LA CRESCITA DELLA SQUADRA
“Il Mister ha una forte personalità, ha superato momenti difficili dovuti ai gravi infortuni di Belotti, Felici e non solo. Come tutti noi, sta crescendo, ha un futuro luminoso davanti. Ha avuto anche la bella intuizione di schierare Gaetano da play. Che Gianluca avesse grandi capacità tecniche l’ho capito dopo due minuti di allenamento. Ma ora sta avendo una grande continuità di rendimento. Il mio ruolo? Posso ricoprirne diversi a centrocampo, a seconda della gara, di quello che mi chiede il Mister. Giocando da centrale sei abituato ad avere la visione complessiva del campo, questo aiuta a interpretare le situazioni, a intuire come si svilupperà il gioco. Mi sto trovando benissimo”.