
Il laterale rossoblù Adam Obert, classe 2002, è stato l’ospite di “Il Cagliari in Diretta”, la trasmissione di Radiolina. Queste le sue parole:
FIDUCIA E CRESCITA
“Posso fare sia il centrale che il laterale a sinistra, mi metto a disposizione e gioco dove serve alla squadra. Sulla fascia mi sto trovando bene, ho capito meglio come interpretare il ruolo. Se serve più copertura resto più bloccato, altrimenti cerco di spingermi in avanti. Ultimamente il Mister mi sta chiedendo anche di supportare la fase offensiva, ma dipende dalla gara e dal momento. Spero in qualche assist, come è già capitato quest’anno, anche in qualche gol. In generale, sono contento della mia crescita: le stagioni scorse non ero ancora riuscito ad esprimermi al meglio, come avrei voluto. Mister Pisacane mi ha dato fiducia, continuità e di conseguenza ho trovato quella maggiore consapevolezza nei miei mezzi che mi ha aiutato a crescere partita dopo partita. Ho trovato anche più tranquillità, a partire già dagli allenamenti. Sono migliorato tanto sotto questo punto di vista. So, comunque, che devo lavorare ancora tanto, devo continuare così”.
ORGOGLIO ROSSOBLÙ
“Sono arrivato in Italia giovanissimo, avevo 16 anni. Lasciare casa, Bratislava, non è stato facile: ero molto legato alla mia famiglia. Anche per i miei genitori non è stato semplice: un figlio così giovane, subito lontano da casa. Inizialmente ho dovuto imparare una nuova lingua, fortunatamente ho fatto in fretta, ho preso delle lezioni, in quattro mesi sapevo già parlare l’italiano. Dopo l’esperienza alla Samp, mi sono trasferito in Sardegna, inizialmente ho giocato in Primavera, poi sono stato aggregato alla prima squadra. Già 120 gare in rossoblù? Per me è un orgoglio: arrivando qui ho capito subito quanto questa Terra ama la squadra, è un piacere far parte di questo Club e lottare insieme per questa maglia. Ho rinnovato da poco il mio contratto e sono contentissimo di stare qui”.
I MISTER
“Ė la mia quinta stagione qui, sono giovane, ma ho già una certa esperienza che ora posso iniziare a trasmettere, soprattutto ai ragazzi più giovani di me che magari si affacciano per la prima volta in prima squadra o che arrivano a Cagliari da altri Club. Cerco di dare una mano, così come i compagni più esperti hanno fatto con me. Sono uno che entra facilmente in sintonia con tutti. Ringrazio tutti gli allenatori che ho avuto, ognuno mi ha lasciato qualcosa, mi ha dato consigli su dove migliorare: Semplici, che ho avuto in ritiro, Mazzarri, Liverani, a cui devo tanto, Ranieri, Nicola e adesso Pisacane: mi sta dando tanta fiducia, sto cercando di ripagarla. Ringrazio tutti”.
L’AMORE PER L’ISOLA
“Qui a Cagliari sto davvero bene. E anche la mia famiglia, quando è venuta qui la prima volta, già pensava a quando sarebbe potuta ritornare, tanto si erano trovati bene. Così i miei amici che vengono a trovarmi e vedermi giocare. Questa è una Terra che sin da quando atterri ti conquista. Il calore della gente, il mare, il centro storico, il cibo. L’Italia mi è sempre piaciuta, venivamo a fare le vacanze in Toscana. Saremmo dovuti venire in Sardegna, non ci siamo riusciti, poi sono venuto proprio qui a vivere”.
LA NAZIONALE E IL SOGNO MONDIALE
“Ė sempre un orgoglio poter giocare per rappresentare il tuo Paese. Sono anche delle gradite occasioni per rivedere la famiglia, purtroppo anche loro non sempre – per via del loro lavoro o per la mancanza dei voli – riescono a venire qua a trovarmi. Quando gioco con la Nazionale vengono sempre a vedermi allo stadio. Mio papà ha giocato a calcio prima di intraprendere la carriera di avvocato, che è anche la professione di mia madre: ci tiene che faccia bene. Negli ultimi tre anni abbiamo avuto il CT Calzona, ci ha dato una grossa mano, con lui siamo riusciti ad esprimerci meglio. Ho giocato il mio primo Europeo, una gioia incredibile. Peccato non essere riusciti a conquistare la qualificazione ai Mondiali. Ci siamo fermati agli spareggi, è stata una delusione: si è infranto un sogno che coltivo sin da bambino. Ma mi auguro negli anni avvenire di avere altre occasioni e di riuscire a giocare almeno un Mondiale. I miei idoli? In difesa Sergio Ramos, in generale mi è sempre piaciuto Cristiano Ronaldo, anche per la sua cultura del lavoro. Per me è stato un esempio. A casa ho le maglie dei miei connazionali Škriniar e Lobotka. Quella di Škriniar l’ho scambiata con lui in una delle mie prime partite in Serie A: giocava nell’Inter, ancora non ci conoscevamo. Ora giochiamo insieme in difesa in Nazionale”.
VERSO L’OBIETTVO
“Siamo molto vicini al traguardo, ma sappiamo altrettanto bene che non dobbiamo mollare di un centimetro. Siamo usciti da un momento non facile, l’atteggiamento deve essere fondamentale. La partita della svolta è stata quella contro la Cremonese: era una gara che valeva tantissimo, l’abbiamo vinta di squadra, c’era un’energia positiva da parte di tutti. Ora dobbiamo intanto raggiungere l’obiettivo, poi terminare al meglio la stagione, facendo più punti possibili per guadagnare delle posizioni in classifica migliori rispetto alle stagioni scorse. Tra l’altro giocheremo le prossime due gare davanti al nostro pubblico. L’Udinese è una squadra con qualità e fisicità, non regaleranno nulla, mirano ai cinquanta punti. Sarà una battaglia tosta”.
FORZA, RIYAD
“Ho un bellissimo rapporto con Riyad Idrissi, è un ottimo ragazzo. Il suo infortunio è stato una dura botta, ma sta lavorando duro per rientrare. Ė venuto a trovarci a Bologna in ritiro e poi allo stadio. Abbiamo parlato un po’. Gli mando un abbraccio e lo aspettiamo presto con noi in campo”.