SALA STAMPA | Esposito dopo Fiorentina-Cagliari

Ultimissime - 24/01/2026
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L’analisi di Sebastiano Esposito, attaccante del Cagliari, dopo il 2-1 rossoblù a Firenze contro la Fiorentina. Per il napoletano assist a Palestra e una prestazione solida nelle due fasi.

NON ABBASSARE LA GUARDIA
“Abbiamo fatto una bella gara, sin dall’inizio, soffrendo il giusto nella ripresa e partendo molto bene sia nel primo che nel secondo tempo. Non abbiamo subito più del dovuto, la strada è giusta ma guai davvero ad abbassare la guardia: vengo da una stagione con l’Empoli dove l’anno scorso a metà campionato eravamo molto in alto e poi siamo retrocessi. Dunque, non abbassiamo la guardia e lavoriamo come sempre, prima salviamoci e poi parleremo di altro, eventualmente. Questa squadra non è mai venuta meno, magari – come capita a tutti – non siamo stati brillanti in alcune gare: però lo spirito, la voglia di lavorare ci sono sempre stati e lo step sarà quello di farci trovare pronti contro le big come contro le piccole”.

L’INTESA CON KILICSOY E PALESTRA
“Con Semih c’è un bel rapporto, parliamo in inglese, sono contento che abbia trovato un altro gol importante per noi. Marco? Ha enormi qualità, deve farmi più assist perché per ora è a quota uno (scherza, ndr): oggi ha fatto un gol bello e importante per la squadra. Meglio lui o mio fratello Francesco Pio? Per ora mio fratello, quando mi farà 3-4 assist dirò lui (scherza, ndr), intanto oggi gli ho fatto fare il suo primo gol in Serie A”.

SACRIFICIO FONDAMENTALE
“Penso sia normale per un attaccante moderno: vedendo anche i più grandi si nota come tutti lavorino per la squadra a tutto campo. Su ogni fronte è necessario correre, soffrire, dare quantità e non solo qualità. Il nostro cammino richiede sacrificio, oggi dovevo guardare con attenzione uno dei playmaker migliori del campionato, sono felice per tutto. Se il gol mi manca? Per un attaccante è sempre vitale, non lo nego, però non mi manca assolutamente: a inizio stagione venivo bacchettato perché mancava la rete personale, ma io ho sempre detto – anche parlando col Mister – che non sono un giocatore che vive per il gol e basta. Ho vissuto un periodo non semplice per problemi extra campo, sto recuperando bene e penso che oggi si sia visto alla luce della prestazione. Il ruolo? La posizione nel calcio di oggi non è l’unico criterio di valutazione, perché la partita ti porta in giro per il campo, devi proporti in varie situazioni e posizioni dove il piano gara richiede: posso fare la punta, pur non essendo un panzer, o giocare anche in altre zone facendo da raccordo e rifinitore”.

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