
Giornata di presentazioni in casa Cagliari: nella sala stampa dell’Unipol Domus hanno incontrato i media i neo rossoblù Giuseppe Aurelio, Riccardo Ciervo e Roberto Gagliardini. “A nome di tutti, di tutta la squadra, vogliamo iniziare la conferenza con un pensiero per Mattia Felici”, ha detto il centrocampista. “Come avete saputo, l’infortunio purtroppo è grave. Mattia ci mancherà tantissimo: non solo il calciatore, ma anche la persona. È un ragazzo splendido, sempre con il sorriso. Per noi sarà una mancanza importante”. Spazio quindi alle domande dei giornalisti e alle dichiarazioni dei tre protagonisti.
LE PAROLE DI GAGLIARDINI
“L’impatto con l’ambiente è stato molto positivo. Sono felice di essere qui, di cominciare questa nuova esperienza: voglio dare il mio contributo e non vedo l’ora di mettermi alla prova. Ho una grande passione per il mio lavoro, per uno sport che amo e che faccio da sempre. Ho grande ambizione, cerco di mettermi sempre più pressione possibile addosso per puntare al miglioramento. Quest’anno per me sarà importante: voglio mantenere un livello alto. Essere a Cagliari oggi è motivo di orgoglio. Io subito tra i leader? Vivo la situazione con molta serenità. In virtù del mio passato, della mia carriera, so quello che posso dare a questi ragazzi, che magari si affacciano per la prima volta in questa categoria. Cerco di essere sempre me stesso, con tutti. Non ho particolari ricette, voglio dare il mio contributo sia in campo che fuori. Cercherò di aiutarli più che posso. Il campionato? Ci sono otto squadre che hanno sicuramente qualcosa di più rispetto alle altre, lotteranno per altri obiettivi. Noi, come tante altre squadre, dovremo combattere per la salvezza, un obiettivo da raggiungere il prima possibile. Ho trovato un gruppo unito, compatto, si può fare davvero bene, ci possiamo togliere delle soddisfazioni: ma non dobbiamo mai dimenticare la nostra strada, il nostro obiettivo. Il tifo all’Unipol Domus? Fantastico. Giocare per un’Isola, per un Popolo, è una cosa nuova per me: sono molto entusiasta di questa avventura. Contro l’Hellas e il Lecce ho visto grande affetto da parte dei nostri tifosi. Me ne accorgevo comunque anche da avversario: sono venuto qui a giocare tante volte, quello di Cagliari è sempre stato uno stadio tosto, con il pubblico che spinge tanto. Giocare sotto la Curva non è facile da avversario, so cosa si prova. Dovremo trarne vantaggio. Il compagno che mi ha colpito maggiormente ? Romano: per la sua età è già molto maturo, ha un grande futuro davanti”.
LE PAROLE DI AURELIO
“Quando ho ricevuto la chiamata del Cagliari ero molto emozionato. La trattativa si è conclusa nel giro di due settimane, sono orgoglioso di essere qui: sono arrivato a Cagliari nel momento giusto della mia carriera, mi sento pronto per questa avventura. Credo di aver fatto bene la scorsa stagione, purtroppo a livello di squadra il campionato non si è concluso come speravamo. Per me questa è un’occasione importante, me la tengo stretta, allenandomi al massimo e dando tutto per i miei compagni. Ricordo i primi anni in C, vedevo la Serie A come un “Everest”: con il lavoro, la dedizione, aiutato dai risultati in campo, ho continuato su questa strada. Dopo tre anni in C, sono andato in B, non ho mai smesso di lavorare per migliorarmi. Ho scalato questa montagna e alla fine ci sono arrivato, ce l’ho fatta. Il Mister? È molto preparato, mi ha detto cosa si aspetta da me. Mettere in pratica ciò che mi richiede mi permette di essere d’aiuto alla squadra, così da trarne vantaggio tutti. Cerco di rubare con gli occhi da tutti, da chi è da più tempo di me qui. L’interpretazione del mio ruolo varia da gara in gara: in alcune occasioni il Mister chiede al terzino di costruire, in altre di fare tutta la fascia. L’impatto con l’ambiente? Molto positivo. Rispetto a tutte le altre squadre in cui ho giocato qui è diverso, giochi per un Popolo, c’è una forte identità. I ragazzi mi hanno accolto benissimo: ho trovato un gruppo sano, o meglio una famiglia, che è pronta ad aiutarti in tutto, anche nelle piccole cose, in campo e fuori, sempre e ad ogni ora: dallo staff, ai compagni di squadra, a tutte quelle persone che lavorano attorno alla squadra, come i magazzinieri ad esempio. Mi piace tanto l’ambiente che ho trovato. Romano? L’ho conosciuto lo scorso gennaio allo Spezia, già al primo allenamento ha avuto un grande impatto fisico, tecnico. Nonostante sia molto giovane, è già molto mentalizzato. Ha una grande determinazione, sa cosa vuole. Rispetto a gennaio è migliorato. In giro ce ne sono pochi a quell’età come lui: gioca come un veterano. È un bravissimo ragazzo, fa gruppo. Il compagno che più di tutti mi ha colpito? Deiola”.
LE PAROLE DI CIERVO
“Arrivo da una grande stagione sia per prestazioni che minuti giocati, arrivare ora a Cagliari per me è motivo di orgoglio, non potevo aspettarmi di meglio. Quando ho saputo dell’interesse del Cagliari sono rimasto davvero contento. Sono concentrato ora sul mio percorso, sul dare il massimo per questa maglia. Spero di fare un grande campionato, di confermarmi in questa categoria e dare un grande contributo agli obiettivi di squadra. Il mio ruolo? Ho giocato sempre più in fase offensiva, però oggi è importante essere un calciatore completo: saper fare entrambe le fasi, adattarsi a quelle che sono le esigenze della squadra durante la gara, farsi trovare pronti. Nel mio ruolo c’è tanta concorrenza, questo mi porta ad avere ancora più stimoli per far bene. Poi, ovviamente, spetterà al Mister fare le sue valutazioni, le scelte. Noi ci dobbiamo far trovare pronti. Il compagno che mi ha colpito di più? Dico Mina”.