SALA STAMPA | La presentazione di Nadir Zortea

Ultimissime - 27/07/2024

Nadir Zortea si presenta nella sala stampa del “Brunod” di Chatillon. L’esterno trentino ha incontrato i media dopo l’allenamento mattutino di sabato, raccontando il percorso che l’ha portato in Sardegna e le sensazioni dopo le prime settimane di lavoro.

GRANDE STIMOLO
“Sono arrivato molto giovane all’Atalanta, lì ho svolto un percorso di crescita importante che mi ha portato nelle ultime stagioni a vivere diverse esperienze in prestito. Il mio capitolo in nerazzurro si era concluso, così quando ho saputo dell’interesse del Cagliari e della possibilità di venire a titolo definitivo, sono subito rimasto impressionato, volevo fortemente sposare un nuovo progetto come questo. Sono davvero contento, guardo avanti basando tutto sull’attitudine al lavoro e cercando di prendere il meglio da chi mi è accanto. Modelli? Ce ne sono tanti, ora si gioca molto con la difesa a tre e questo modo di giocare valorizza tanto i laterali, se devo dirne uno penso a Theo Hernandez che interpreta il ruolo con enorme completezza nelle due fasi”.

PASSIONE ROSSOBLÙ
“Non mi aspettavo l’accoglienza che ho ricevuto insieme agli altri ragazzi all’aeroporto di Elmas. Mi sono emozionato tanto, ho capito in fretta che il Cagliari è qualcosa di differente, che bisogna dare il massimo per gratificare un pubblico appassionato e una terra che vede il Cagliari come ragione di vita”.

DUTTILITÀ
“La capacità di corsa è la mia caratteristica principale, sono un giocatore con attitudine offensiva che può ricoprire diverse posizioni su entrambi i lati del campo. L’eredità di Nandez? La vivo con grande senso di responsabilità, è uno stimolo a fare il massimo e lasciare un segno nel Cagliari, in questa stagione e nel futuro”.

LAVORO QUOTIDIANO
“Avevo già lavorato con mister Nicola a Salerno, quando abbiamo conquistato una salvezza difficilissima nella seconda parte della stagione. Il Mister vuole giocatori che sanno controllare le proprie emozioni, che sono consapevoli di ciò che fanno, c’è intensità, si spinge a fondo, lavoriamo molto sulle brevi distanze, sulla pressione, la riconquista e la ricerca rapida della verticalità e della porta. È un gruppo molto valido che mi ha accolto con enorme apertura come è accaduto a tutti i nuovi arrivati. Stiamo andando nella direzione giusta, bisogna continuare così con fiducia. Sicuramente conoscere già lo staff, nel mio caso anche il direttore Bonato, è un vantaggio nell’approcciarmi alla realtà Cagliari. Non tutte le squadre hanno la nostra intensità e dovremo far sì che sia un vantaggio per noi”.

LE ORIGINI
“Il mio nome, Nadir, è di origine araba: l’ha scelto mia madre, la mia famiglia è italiana ma ho questo nome insolito che mi piace tanto. Zortea è anche il nome del paese dove vivo, in Trentino, vicino a dove sono nato. Lì ci sono anche tanti miei parenti che portano il mio stesso cognome”.

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