
L’allenatore rossoblù ha incontrato i media al termine della vittoria contro la Cremonese all’Unipol Domus. Questa la sua analisi della gara:
UNA STRATEGIA VINCENTE
“Cosa comporta questa vittoria? Conquistiamo tre punti, ma l’obiettivo non è stato ancora raggiunto. Siamo contenti per essere tornati al successo, per l’atteggiamento mostrato dalla squadra, che ha saputo soffrire, ha fatto di tutto per non prendere gol. È stata una gara complessa: c’era il caldo, avevamo alcuni calciatori in una condizione fisica non ottimale, il piano gara era incentrato sul bilanciare le energie nell’arco di tutta la partita. Penso a Borrelli e Deiola che sono restati fermi per mesi, allo stesso Mazzitelli che purtroppo dopo mezz’ora si è dovuto arrendere per un risentimento al polpaccio. Mi aspettavo questo primo tempo: non era un discorso prettamente tattico, il voler aspettare l’avversario, quanto la volontà di avere dei benefici alla lunga ottimizzando le risorse. E così è stato. Zé Pedro, ad esempio, è un calciatore che in questo momento è in ottima forma, ma sapevo che oggi ci avrebbe potuto dare una mano a vincerla in corsa, subentrando, quando altri della rosa sarebbero inevitabilmente calati”.
LA VITTORIA DEL GRUPPO
“Nel secondo tempo, con maggiore freschezza, abbiamo trovato il gol, siamo stati compatti e abbiamo fatto tutto quello che avevamo preparato. Se non avessimo vinto sarei stato criticato, fa parte del gioco. Ho vissuto la gara con serenità, ho la coscienza a posto, sto dando tutto. È una responsabilità che mi sono preso dal primo giorno: ogni partita mi sento in discussione, anche perché rappresento una squadra gloriosa e importante. Questo comporta delle valutazioni, ma quando dai tutto le accetti serenamente. Al fischio finale ho scaricato tutta la tensione, vivo la partita in maniera molto intensa. Son certo, come ho già detto ieri, che alla fine trionferemo”.
LA GIUSTA MENTALITÀ
“Sì, oggi il possesso non è stato nostro. Ci sono state gare in cui abbiamo avuto noi il possesso palla – come a Sassuolo o anche a Roma contro la Lazio – e abbiamo perso. Oggi abbiamo preferito attuare una strategia diversa, facevamo giocare un uomo della loro retroguardia, togliendo alla Cremonese la profondità. Dovevamo essere bravi, questo ci avrebbe permesso poi di avere più calciatori con energie per tutta la gara. Abbiamo affrontato questa partita con la mentalità di una squadra che vuole raggiungere il proprio obiettivo. Il ritiro in settimana? Chiudersi al centro sportivo, in dei giorni di festa da passare con le proprie famiglie, i propri bimbi, non è bello. Ma la squadra mi è piaciuta: ha capito il momento, tutti volevamo uscire da questa situazione e tornare alla vittoria, tre punti da regalare alla nostra gente”.
LA CRESCITA DI ESPOSITO
“Sebastiano è un talento che va coltivato, oggi ha fatto un gol di pregevole fattura non solo per il colpo di testa, ma per aver capito dove sarebbe potuta andare la palla. Sono felicissimo per lui: so quello che ha passato quando non riusciva ad incidere, deve continuare così. So quanto ci tiene a far bene, è uno dei calciatori in rosa con maggiore qualità. Si sacrifica tanto per la squadra. Ha tutto. Se non si accontenterà e migliorerà in certe situazioni di gioco, diventerà ancora più bravo. È un giovane, e come tutti i giovani va supportato, a volte anche bastonato, ma solo per il suo bene”.
BENTORNATO, GALLO!
“Oggi abbiamo ritrovato le punte, Borrelli e Belotti. Le avevamo contate sino alla scorsa settimana. Su Andrea, mi dispiace perché abbiamo perso subito, ad inizio campionato, un calciatore che sarebbe dovuto essere la nostra punta di diamante. Voltiamo pagina, oggi è rientrato: sono felice di aver riabbracciato in campo prima l’uomo e poi il calciatore, che non ha bisogno di presentazioni”.
PERSONALITÀ E VOGLIA
“Il campionato non finisce oggi, non sarebbe finito oggi neppure in caso di risultato negativo, anche se ovviamente si sarebbero accumulate ancora più nubi attorno a questi ragazzi, che invece hanno bisogno di essere supportati, anche quando sbagliano. Certo, dopo otto partite senza vittoria non ti puoi aspettare che la gente ti stenda il tappeto rosso. Però, allo stesso tempo, in un momento come questo, si fa fatica a portare la gara dalla propria parte. Dobbiamo, in ogni caso, mettere in campo quella personalità, la voglia di meritare questa maglia, che nel secondo tempo abbiamo fatto vedere. Più che sui fischi alla fine del primo tempo, che accettiamo, mi concentrerei sugli applausi a fine partita”.
UNA DEDICA SPECIALE
“Mancano sei gare, altre sei finali: alcune gare dovremo raschiare il fondo del barile per riuscire a fare punti nelle nostre reali possibilità, altre saranno più alla portata. Dobbiamo vivere questo rush finale con lo stesso stato d’animo che abbiamo oggi al termine della gara. Siamo una squadra con tanti giovani, l’aspetto mentale incide, così come quello fisico: come detto, ci sono calciatori che sono rimasti lontano dal terreno di gioco per mesi, ma siamo questi e ogni tanto bisogna fare dei compromessi, come è stato oggi nella gestione della gara. Dedichiamo la vittoria alla nostra gente, che ci sta sempre vicino. Siamo ancora più felici di averlo fatto oggi, l’11, un numero che qui a Cagliari è sempre importante, alla vigilia dell’anniversario dello Scudetto conquistato da quei grandi campioni. Questi tre punti oggi ci rendono ancora più orgogliosi”.