
Conferenza stampa alla vigilia dell’ultima stagionale di Serie A EniLive per Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari che affronterà il Milan a San Siro. Di seguito le parole del tecnico rossoblù.
LA GARA DI MILANO
“Manca ancora una partita, la pressione è parte del nostro lavoro. Possono cambiare le motivazioni, ma non la professionalità. Andiamo a Milano per fare la nostra gara, nelle nostre reali possibilità, cercando di mettere in pratica ciò che abbiamo preparato. Chi gioca? In porta ci sarà Caprile. In settimana c’è qualcuno che si è allenato facendomi capire che avrebbe voluto a tutti i costi lasciare il segno, ha più possibilità di partire dall’inizio. Sappiamo di affrontare una squadra che ha un grande obiettivo davanti: mi auguro che la nostra leggerezza d’animo ci permetta di fare ancora meglio quanto abbiamo provato in settimana. In ogni gara, ogni volta che scendiamo in campo, c’è da onorare la maglia, la Terra che rappresentiamo. Tutte le partite per noi hanno un valore”.
LE ASSENZE
“Non ci sarà Folorunsho per un risentimento muscolare, Idrissi e Pavoletti stanno seguendo il loro lavoro di recupero. Non avremo Kilicsoy: ci ha chiesto di anticipare il rientro ad Istanbul. Allenare significa prendere decisioni ogni giorno: alcune vengono comprese subito, per altre c’è bisogno più di tempo. Ma ogni mia decisione ha sempre messo il gruppo davanti al singolo. Mi auguro che Semih pensi a ciò che avrebbe potuto fare di più in questa stagione, che possa prendere da questa esperienza gli aspetti positivi. Sulla sua gestione nessuno mi ha mai imposto nulla. Tutti in squadra si sono meritati anche un solo minuto di quello che gli è stato dato. Vivo il quotidiano, la squadra, lo spogliatoio. Tutto ciò che faccio, cerco di farlo con coerenza e coscienza. Sapevo di avere tra le mani un talento, ma questo talento deve capire che per arrivare a certi livelli c’è bisogno anche di altro. Semih deve mettere dentro ancora tante cose”.
LA CRESCITA DI OBERT
“Mi aspettavo la crescita di Adam. Ricordo la mia prima partita sulla panchina del Cagliari, quando andai in panchina ad interim nel match contro il Cosenza: non esitai a mettere dentro Obert al centro della difesa insieme a Dossena. Volevo allenarlo anche questa stagione, nonostante su di lui ci fossero degli interessamenti da parte di altri Club: è un calciatore classe 2002, è appetibile, ruba l’occhio. Ha tanto talento, sono contento perché finalmente questo grande talento è sbocciato. Mi aspetto che domani faccia una gara sulla falsa riga della bella stagione che ha fatto: una partita con grande cura di tutti gli aspetti, con l’attenzione di sempre, un fattore che gli ha permesso quest’anno di consacrarsi”.
BENTORNATO, MATTIA!
“Felici farà parte del gruppo dei convocati, vorrei concedergli – se ci saranno le condizioni – la possibilità di scendere di nuovo in campo, anche fosse solo per un minuto. Se lo meriterebbe, sarebbe il giusto premio per un ragazzo che è stato sfortunato. Nel suo periodo migliore si è dovuto fermare: noi abbiamo perso una freccia importante, lui ha dovuto interrompere il suo percorso che sicuramente riprenderà. È un calciatore che ha tutto per riprendersi la scena”.
IL VALORE DEL LAVORO
“Ho sempre messo il Cagliari davanti a tutto. Quando la settimana scorsa ho detto che a inizio stagione speravo di essere sulla panchina del Cagliari alla 37esima giornata, è perché lo pensavo, sono così. Mi ritengo una persona umile, sul passato ho costruito il mio futuro, sia dal punto di vista calcistico che nella vita. Un ostacolo da superare per me è benzina. Questo mi ha permesso di crescere quest’anno, di essere una persona migliore. Ma non per questo mi sento arrivato. Nel calcio vale una regola non scritta, prevale il “verbo” dell’oggi: tutto ciò che fai oggi conta, quello che hai fatto sino a ieri già non conta più. Ora nella mia testa c’è la gara contro il Milan, la voglia di fare una gara gagliarda, di stupire e rendere orgoglioso un popolo. Noi dobbiamo fare in modo che alla fine dell’anno i tifosi possano dire che la squadra li ha rappresentati. I complimenti? Gratificano me e io il mio staff, significa che stiamo seguendo la direzione giusta. Ma non ci culliamo su quello che viene detto, pensiamo a ciò che vogliamo fare realmente”.
LE VITTORIE CONTRO ROMA E CREMONESE
“Di questa stagione ci sono due gare che mi porto dietro, due vittorie. Quella contro la Roma in casa: vincere nel mondo in cui lo abbiamo fatto, dopo una serie di risultati negativi, ci ha fatto svoltare. L’altra è, sempre all’Unipol Domus, contro la Cremonese: anche in quel caso, come avevamo vissuto nel girone di andata, venivamo da delle partite in cui non erano arrivati i risultati. Vincere quella partita ci ha trasmesso una carica di energia che poi ci ha permesso di fare il rush finale alla conquista dell’obiettivo”.
SUL FUTURO
“L’incontro con la Società? Intanto finiamo il campionato. Sapete tutti che con la Società c’è un dialogo continuo e trasparente. Il mio legame con Cagliari va anche oltre un contratto. C’è massima fiducia. Ci incontreremo, anche per capire la volontà del Club. Ho ringraziato il presidente Giulini, era doveroso. Ha visto in me qualcosa che qualche anno fa neppure io immaginavo di avere dentro. Ho avuto modo di parlare più volte anche con il vicepresidente Fiori, così come con altri investitori. Ma per parlare del mio futuro ci sarà tempo”.
L’U20 ROSSOBLÙ
“Prima della partenza per Napoli ho fatto il mio grande in bocca in lupo allo staff, a mister Gallego, alla squadra: giocheranno una gara importante per il Club, per le loro carriere. Mi auguro possano tornare a casa con il sorriso. Dopo la gara, è possibile che qualcuno dei ragazzi ci possa raggiungere anche a Milano”.