
L’allenatore rossoblù, Fabio Pisacane, ha incontrato i media nella sala stampa del CRAI Sport Center per presentare la gara di sabato contro il Como. Queste le sue parole:
LA GARA DELL’UNIPOL DOMUS
“Per domani non recupereremo nessuno, le condizioni di chi – in questo momento – è ai box, verranno valutate giorno dopo giorno. Purtroppo, questa mattina si è fermato anche Mina per un fastidio muscolare al polpaccio, neppure lui sarà della partita. La sua assenza non condizionerà le nostre scelte dal punto di vista tattico, il piano gara era stato già scelto: a Parma, ad esempio, abbiamo fatto molto bene con Rodriguez, Dossena, Zé Pedro e Obert. Anche chi è subentrato ha fatto la sua parte. Ci auguriamo, comunque, di poter avere Yerry in più gare possibili da qui alla fine, di poterlo recuperare quanto prima smaltendo presto questo affaticamento, sappiamo bene quanto Yerry sia importante per noi. Affronteremo il Como con il massimo rispetto, ma vogliamo batterlo. Sappiamo i loro punti di forza, conosciamo però bene anche le nostre armi. Davanti avremo una big, contro queste squadre se vuoi fare risultati devi raddoppiare, triplicare gli sforzi, avere uno stato d’animo positivo: è quello che nei momenti topici può fare la differenza, portando magari l’episodio dalla tua”.
L’ANALISI DELL’AVVERSARIO
“La gara dell’andata? Conoscevamo già il valore del Como, le loro idee, l’intensità che mettono dentro il campo. Avevamo impostato la nostra strategia, che poi ha pagato. Ma domani sarà una partita molto diversa: affronteremo un avversario ancora più consapevole della sua forza. Oggi la considero a tutti gli effetti una big del campionato: tutti sanno come si muovono, ma tutti fanno fatica a prenderli. Soprattutto nel secondo terzo di campo hanno tanta mobilità, specie con i tre mancini Paz, Da Cunha e Perrone, che sono un po’ il cuore del Como. Da lì si costruiscono gli scenari che gli consentono di avere un indice di pericolosità offensiva molto importante. Del Como mi piace il loro approccio: hanno dato continuità al progetto tecnico, prendendo tanti giovani con tanta qualità, ovviamente hanno anche speso tanto per fare questo. I soldi, però, contano sino a un certo punto: perché dietro c’è il grande lavoro che sta facendo Cesc. Oggi il Como sta dimostrando sul campo, al netto di quanto il Club ha speso, di meritare i punti che ha: sono in semifinale di Coppa Italia, lottano per entrare in Europa, sono una mina vagante del nostro campionato. Sette anni fa giocavano in D, oggi sono questo: dopo 28 gare hanno già conquistato 48 punti in serie A. Questo può significare solo che dietro c’è davvero un grandissimo lavoro”.
IL RAPPORTO CON FABREGAS
“Con Cesc c’è stima reciproca, ci sentiamo spesso, ognuno dei due vuole dare qualcosa all’altro continuamente. È un ragazzo molto umile ed aperto al dialogo: mi avvicino alla sua filosofia, anche noi prediligiamo un calcio posizionale. Con lui c’è un continuo confronto, per me è un onore: è stato un grandissimo calciatore e ha già fatto capire di avere un grande futuro in questa nuova veste. Questa settimana non ci siamo sentiti, ognuno dei due è concentrato sulla sua squadra, ma domani sarà un piacere riabbracciarlo. Vigorito? Ho avuto la fortuna di conoscerlo a Lecce, è un ragazzo spettacolare, un buono. Sono contento che oggi faccia parte di una squadra che sta facendo tanto parlare di sé. Gli auguro il meglio, se lo merita.
LA CARICA DI FOLO
“Folorunsho è entrato a Parma molto bene, ha portato energia e freschezza. Ha messo nelle gambe una settimana in più di lavoro, domani potrà essere schierato dal primo minuto. Può essere sia a centrocampo che più avanzato. Dipenderà dal piano gara, sarà uno dei dubbi che mi porterò sino all’ultimo, potrebbe anche partire dal primo minuto nel cuore della mediana. Con un centrocampo fisico contro i loro palleggiatori potremmo avere dei vantaggi, ma dipende sempre dai punti di vista. Il nostro centrocampo, rispetto alla gara di andata, gioco-forza sarà diverso. Le difficoltà rispetto alla gara di andata non sono di certo diminuite: occorrerà avere una cura maniacale in tantissime situazioni”.
PALESTRA E L’AZZURRO
“Spero che Palestra vada in Nazionale e poi ai Mondiali: sarebbe la vittoria di tutti. Io, lo staff, tutti, abbiamo dato qualcosa a Marco. È arrivato in un ambiente sano, dove ci sono dei valori e delle richieste ben precise. Si è innamorato subito di questo Club, l’unico rammarico è doverlo perdere a giugno dal momento che è qui in prestito”.