
L’allenatore rossoblù Fabio Pisacane ha parlato con i media al termine della vittoria contro l’Atalanta alla “New Balance Arena” di Bergamo.
SULLA GARA
“Indubbiamente avevamo bisogno di fare una gara così, coprendo bene il campo, con intensità e intelligenza. La squadra sapeva che per vincere qui c’era da mettere dentro tutto, dedizione e sacrificio, con anche un calcio pregevole che cerchiamo di portare avanti e sviluppare. Questa vittoria non è il traguardo, ma è l’indizio che con umiltà e fame possiamo dare fastidio a chiunque, diversamente rischiamo grosso, come successo in Coppa Italia”.
TESTA, CUORE E SACRIFICIO
“Noi lottiamo per la salvezza, senza sacrificio, compattezza e unità non andiamo da nessuna parte. Mi fa piacere leggere le statistiche da record, siamo contenti, ma è un punto di partenza per continuare a lavorare. Vogliamo rendere la nostra gente orgogliosa di essere rappresentata da questi ragazzi. Come ho detto ai ragazzi dal primo giorno, vogliamo fare un calcio piacevole ma senza dimenticarci chi siamo, la nostra anima, e che chi deve salvarsi deve essere sempre molto applicato in fase di non possesso. La miglior partenza del Cagliari nell’era dei tre punti? Mi auguro che tra i 682 che oggi erano nel settore ospiti a Bergamo ci fosse qualcuno che ha visto anche i tempi di Gigi Riva e sappia quanto sia bello vedere il Cagliari lassù. Abbiamo dei limiti, è normale perché siamo una squadra che deve salvarsi e che, se non lotta unita, può incappare in qualche sconfitta come successo col Verona”.
IL CONFRONTO CON SARRI
“Lavorare sugli avversari? In questo momento l’Atalanta è una corazzata, ma lo sarà ancora di più quando metterà dentro tutto ciò che gli dice il Mister. Ho visto la linea a quattro che non è ancora “Sarriana”, abbiamo cercato di insediarla. L’Atalanta è una squadra forte che lavora tanto, io sono sostenitore ed estimatore di Sarri, ho avuto la fortuna di fare due lezioni con lui, UEFA A e UEFA Pro, ed è stato un privilegio. Un onore oggi vincere il duello con lui. Nel primo tempo volevamo francobollare Kessié, poi abbiamo cambiato spesso spartito nel corso della gara. I gol sono frutto di quanto preparato, l’Atalanta è una corazzata e lo sarà sempre di più. Tra qualche mese sarà ancora più forte di oggi. Non direi che mi ispiro a lui, però senza dubbio mi ha fatto innamorare del calcio posizionale come lo intende lui. Tanti cambi nel corso della gara a livello tattico? Vogliamo dare continuità a una formazione tipo che in questo momento, per condizione fisica e infortuni, è la più adatta e ci sta dando risultati. Quando trovi avversarie più forti devi adattarti e cambiare pelle, studiando e trovando strategie anche in corso d’opera per coprire il campo e avere le marcature giuste”.
SUI SINGOLI
“Maldini? Deve rimanere dentro la partita, quest’anno ha un compito notevole in fase di non possesso, la mia missione è parlare spesso con lui per non fargli avere cali di attenzione. Nel secondo tempo abbiamo cambiato piano gara per avere anche a sinistra parità numerica: nella prima frazione, con Fazzini leggermente dentro, abbiamo accettato di rischiare qualcosa contro Bellanova. Nella ripresa volevamo schermare Kessié portando Maldini e Adopo a insidiare la difesa avversaria. Romano? Sa cosa vuole, ho un gioiello tra le mani, sta a me e allo staff coltivarlo e valorizzarlo al meglio. Non c’è bisogno di tenerlo con i piedi per terra. Deiola? Fa piacere sottolineare quanto stia facendo bene, si applica tanto, sente la maglia cucita addosso perché ci tiene tantissimo, gioca per rappresentare la sua Terra. Siamo contentissimi di come stia giocando anche da difensore centrale. Mendy? Abbiamo scelto dei giocatori che facevano al caso delle nostre idee e del progetto di calcio che intendevamo io, lo staff e la Società. Deve lavorare ancora per correre sempre meglio, oggi ha corso con più efficienza e meno quantità, significa che stiamo lavorando tutti con grande fame di miglioramento. Winks? Un ragazzo che sa giocare a calcio: va supportato da chi ha più gamba e quantità, ma venire qui e giocare come ha fatto rende giustizia alla sua storia e alle sue grandi qualità. Sicuramente sappiamo di poter contare su giocatori di alto livello come Harry e altri”.
UNA DEDICA SPECIALE
“Ci tengo davvero a dedicare questa vittoria a Roberto Muzzi, che ha perso il papà. Stamattina presto, con il Presidente e con il direttore sportivo Accardi, siamo andati e tornati da Roma, ai funerali, perché Roberto lo meritava. Mendy gli rende giustizia perché è uno dei tanti ragazzi in campo e in panchina oggi che ha curato e cresciuto. A nome di tutto il Club, tesserati e dipendenti, la vicinanza a un simbolo del Cagliari come Roberto”.