
Fabio Pisacane presenta la sfida tra Cagliari e Lecce, in programma all’Unipol Domus lunedì 7 settembre alle ore 18.30. Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, il tecnico rossoblù chiede alla squadra una risposta immediata, senza alibi e senza dimenticare il percorso costruito nella passata stagione. Al centro delle sue parole il tema della mentalità, della crescita dei nuovi arrivati e della necessità di mantenere quel furore che, per Pisacane, deve essere una caratteristica imprescindibile del suo Cagliari.
IL FURORE COME IDENTITÀ
«Questa squadra ha avuto un anno di tempo per mettere furore, altrimenti non avremmo raggiunto l’obiettivo della scorsa stagione. Questa è una caratteristica che ci impone il Cagliari. Senza furore è difficile vedere il Cagliari e raggiungere i risultati». Un aspetto che il tecnico considera ormai parte del bagaglio del gruppo: «L’abbiamo allenato un anno fa e penso che in tantissimi momenti della scorsa stagione sia venuto fuori. Oggi è dentro questi ragazzi».
LA RISPOSTA DOPO LA COPPA ITALIA
«La Coppa mi ha ferito, come ha ferito tutti. Non deve confonderci però. Noi dobbiamo rappresentare un popolo e non possiamo essere contenti dell’ultima gara». Pisacane non cerca giustificazioni nemmeno nella presenza di tanti nuovi elementi: «Esiste il Cagliari e non giocatori vecchi e nuovi. Non si parte da zero e, se c’è stato un primo tempo del genere, la responsabilità è solo mia. Mettendo otto giocatori nuovi insieme potevano esserci delle difficoltà, ma se non si approfitta di questi momenti, quando lo si fa? I ragazzi che c’erano già in ritiro ci hanno dato una grandissima mano per l’ambientamento dei nuovi».
FIDUCIA E CRESCITA
«Non mi piace parlare di bocciature dopo un primo tempo. Le scelte e i cambi, sia lo scorso anno sia in questa stagione, hanno fatto la differenza. Analizzando a mente fredda e pensando alla sfida con il Frosinone dello scorso anno, abbiamo vissuto un primo tempo simile. C’è fiducia nei ragazzi, hanno bisogno di sbagliare, ma per sbagliare devono giocare. L’equilibrio parte anche dal non bocciare questi ragazzi, perché possano crescere. Rifarei le stesse scelte».
MASSOLIN, QUALITÀ DA ASPETTARE
Tra i nuovi arrivati, Pisacane si sofferma su Massolin: «Non ha fatto nemmeno una partita nel precampionato e ha bisogno di entrare in condizione. Ha una struttura fisica imponente, deve aumentare i carichi e velocizzare il suo processo di crescita, ma va aspettato. Ha qualità importanti nei piedi. Dal centrocampo in su è la sua zona, può fare anche la mezzala. Sono fiducioso, lo abbiamo voluto e sono sicuro che ci darà delle soddisfazioni».
WINKS, IL CERVELLO DELLA SQUADRA
«È un calciatore che ha qualità particolari. È difficile pensare che un giocatore possa fare bene tutte e due le fasi allo stesso modo: accanto a lui ci sono ragazzi che svolgono un lavoro diverso. Lui è il cervello della squadra. Magari, giocando di più, potrà trovare una condizione migliore ed è anche per questo che ho deciso di farlo giocare in Coppa. Dobbiamo essere equilibrati nei giudizi: è il play che per anni è mancato al Cagliari. Va supportato, io non gli chiedo di fare quattordici gol».
L’ADDIO DI BORRELLI
«L’anno scorso era arrivato quasi con paura dell’impatto con la Serie A. È stato bravo a superare questo scoglio e ha fatto anche cose egregie. Cinque gol al primo anno non sono pochi. Mi aveva chiesto se fosse lui il titolare che cercavo. Gli ho detto che era una freccia nel nostro arco, ma volevamo intervenire in quel reparto con un giocatore che magari potesse segnare con maggiore continuità. L’anno scorso abbiamo fatto fatica in attacco, tra l’infortunio di Belotti e la mancata continuità di Kilicsoy. Borrelli aveva alzato le aspettative dopo i suoi cinque gol e, per esigenze personali, ha chiesto di andare da un’altra parte».
MENDY E LA NECESSITÀ DI UNA SPALLA
«L’anno scorso tutto quello che faceva era di guadagnato. Ora le responsabilità aumentano e, visto il momento che stiamo attraversando in attacco, è difficile farlo riposare. Con un giocatore accanto può lavorare ancora meglio. Quando si ritrova da solo corre di più e lo fa anche male, ma questo rientra nelle sue caratteristiche. Dobbiamo fare in modo di farlo correre meno e meglio. È capace di finalizzare, dobbiamo servirlo bene. Se l’altra sera avessimo avuto un altro attaccante a disposizione, lo avremmo affiancato a un’altra punta. Ha bisogno di una spalla vicino per rendere ancora di più».
CIERVO E LA SPERIMENTAZIONE DIFENSIVA
«Ciervo è partito da terzino puro perché Zé Pedro non stava bene e Sugawara non aveva ancora il transfer. L’ho paragonato a Palestra solo per le caratteristiche. L’ho provato in difesa per capire se potesse garantirci anche quel ruolo, ma non è andata bene. Sul primo gol è lui l’ultimo anello della catena, ma prima ci sono stati una serie di errori da parte di altri. Non bisogna avere fretta né essere pessimisti. Se domani dovessi avere un’emergenza, potrebbe ricoprire nuovamente quel ruolo».
NZOLA E UNA NUOVA STORIA DA SCRIVERE
«Ha fatto meno di quello che è realmente nelle sue corde. Ha qualità tecnica e fisicità. Ha ancora trent’anni e dicevamo proprio ieri che la sua carriera potrebbe ancora iniziare. Mi ha colpito una cosa. Quando ho parlato con lui mi ha detto chiaramente che la sua storia con l’Italia non è ancora finita. Mi auguro che possa scrivere ancora la sua storia a Cagliari».
IL LECCE
«Mi aspetto un Lecce attento. Nessuna delle due squadre può perdere. Hanno un allenatore navigato, che sa il fatto suo, e mi aspetto una partita con più partite al suo interno. Per la gara contro il Lecce non saranno disponibili Mina, Idrissi, Kevin Carlos e Nzola. Si aggregherà alla prima squadra Sugamele, proveniente dall’Under 20. Difficilmente il visto arriverà in tempo per avere Sugawara – aggiunge – A inizio stagione i punti contano sempre tanto, come negli altri periodi della stagione, bisognerà essere bravi nel leggere i momenti della sfida».