SALA STAMPA | Pisacane alla vigilia di Cagliari-Frosinone

Prima Squadra - 06/11/2026
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Fabio Pisacane alla vigilia della sfida contro il Frosinone: l’analisi dell’avversario, le possibili scelte di formazione e la voglia di interrompere la serie negativa. Spazio anche ai giovani, da Sugamele a Trepy, e alle condizioni del gruppo: «Giochiamo in casa, dopo quattro sconfitte vogliamo tornare a fare tre punti».

GLI INDISPONIBILI
«Non ci saranno Fadera, che ha riportato una lesione al bicipite femorale, Nzola, che ha accusato una lesione muscolare dopo la partita, e Mina, anche lui alle prese con una lesione al bicipite femorale. Aurelio ha una lesione di basso grado al soleo. Obert, oltre a essere squalificato, ha una sofferenza al ginocchio. Restano a casa anche Idrissi e Felici. Porteremo con noi Prettenhoffer dall’Under 20».

L’AVVERSARIO
«Quando analizziamo gli avversari ne studiamo i punti di forza e quelli deboli. Il Frosinone ha qualità individuali importanti, a partire da Ghedjemis ma non solo. Stimo molto anche Kvernadze: sono anni che lo seguo e sono sempre stato convinto del suo valore. Mi dispiace che domani non ci sia Raimondo. L’anno scorso diversi di questi ragazzi giocavano in Serie B e oggi stanno facendo la differenza. Questo dimostra che in quella categoria ci sono tanti calciatori validi, che hanno bisogno di fiducia e coraggio per emergere».

L’IDENTITÀ DEL FROSINONE E ALVINI
«Il Frosinone ha un’identità chiara e precisa. Lo abbiamo affrontato lo scorso anno in Coppa Italia e conosciamo il valore di alcuni suoi giocatori, come Schmid, capaci di spostare gli equilibri. Anche gli esterni sono importanti e dovremo essere bravi a portarli fuori dalla loro zona di comfort, perché è una squadra che concede qualcosa. Alvini è un allenatore forte e importante, lo era già quando allenava la Cremonese, anche se in quel caso non ha avuto la stessa fortuna. Ha un gruppo di ragazzi che lo segue e una visione di gioco ben definita, indipendentemente dall’assetto tattico. Le sue squadre hanno idee precise e un’identità forte: vanno uomo contro uomo su tutto il campo. Il Frosinone mi piace. È una squadra che ha fame e una chimica interna che le permette di andare oltre le aspettative. Mi piace anche il modo in cui festeggia sotto la Curva: si percepisce il legame che si è creato con il proprio pubblico».

L’IMPORTANZA DELLA PARTITA
«È una partita particolare, ma il Frosinone va trattato come tutte le altre avversarie: non sottovalutiamo nessuno. Qualcuno pensava che fosse nelle prime posizioni per caso, ma non è una valutazione che condivido. Non so fin dove potrà arrivare, ma ha dimostrato di avere valori importanti. Serviranno energia e caratteristiche adatte alla partita. Noi vogliamo vincere e dovremo essere bravi a imporre il nostro gioco, limitando le qualità del Frosinone. Giochiamo in casa e, dopo quattro sconfitte, vogliamo tornare a conquistare i tre punti. Dovremo farlo senza frenesia, mantenendo lucidità e pazienza».

IL PUBBLICO ROSSOBLÙ
«Siamo dispiaciuti quanto i nostri tifosi. Non vincere da quattro partite lascia inevitabilmente amarezza, ma vogliamo ringraziarli per il sostegno continuo che ci stanno dimostrando. A Roma credo abbiano apprezzato il fatto che la squadra abbia dato tutto. È quello che dobbiamo fare sempre. Il pubblico può fare la differenza e noi abbiamo bisogno del suo supporto».

LA FIDUCIA NEI GIOVANI E SUGAMELE
«In questi quattordici mesi si è visto che guardo tutti e tutto: non ho problemi a far giocare Sugamele. Lo conosciamo bene, ha qualità importanti e va gestito con attenzione, come Kofler. Ha un potenziale notevole, personalità ed è un ragazzo cinico. Rappresenta il futuro del calcio italiano e gli auguro che questo sia soltanto l’inizio di un percorso importante. Abbiamo cercato di costruire un rapporto sempre più stretto tra Under 20 e Prima squadra, anche creando uno spazio condiviso per favorire la conoscenza e il senso di gruppo. Sugamele domani potrebbe anche giocare. Il Cagliari deve saper mettere al centro l’interesse comune, non quello personale».

LE POSSIBILI SOLUZIONI TATTICHE
«Quando parlo della possibilità di cambiare modulo, penso anche a soluzioni come Sugawara o Trepy. Ho diverse opzioni a disposizione e valuterò fino all’ultimo: non prenderò una decisione definitiva prima di domani mattina».

TREPY
«Trepy può partire dal primo minuto. A Roma ci ha permesso di avere maggiore profondità e sta crescendo. So quello che può darci e sono contento del suo percorso: è un ragazzo che può rappresentare una soluzione importante per noi».

LE CONDIZIONI DEI SINGOLI: RODRIGUEZ
«Rodriguez è un ragazzo con una personalità forte, ma deve migliorare ancora tanto. Dopo gli impegni con la Nazionale ha perso qualcosa, così come è successo a Romano, Maldini e Obert, che hanno vissuto una sosta lunga e ne hanno risentito. Rodriguez ha caratteristiche interessanti e, se saprà mantenere la fame giusta, potrà diventare un giocatore importante. Ha ancora diversi aspetti da sviluppare, anche perché arriva da un calcio diverso».

MENDY E IL PERCORSO DI CRESCITA
«Paul è un ragazzo con la testa sulle spalle. Nelle ultime due partite è partito dalla panchina per una scelta legata alla gestione della condizione fisica: aveva bisogno di rifiatare. Quando è entrato, però, lo ha fatto con il piglio giusto. Per lui è il coronamento di un sogno, ma adesso deve essere bravo a gestire questo momento, senza mai rilassarsi. Ha ancora tanta strada da fare».

LE CONDIZIONI DI WINKS
«Winks sta bene ed è recuperato. Avrebbe potuto giocare anche contro la Lazio, ma abbiamo preferito non rischiarlo. Ora è a disposizione».

LE SCELTE SULLA FASCIA SINISTRA
«A sinistra abbiamo ancora un dubbio. Rodriguez può ricoprire quel ruolo, come ha già fatto lo scorso anno contro il Napoli, ma dobbiamo riflettere bene per capire se sia la scelta più adatta oppure se sia preferibile modificare l’assetto. Valuteremo tutte le possibilità».

LA GESTIONE DEGLI EPISODI
«Dobbiamo essere più lucidi e non portarci dietro gli episodi che ci hanno penalizzato nelle ultime partite. Continuare a pensarci significa non riuscire a recuperare le energie, soprattutto dal punto di vista mentale. Bisogna voltare pagina e concentrarsi su quello che possiamo fare in campo».

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