
Fabio Pisacane alla vigilia di Roma-Cagliari analizza il momento della squadra, tra la necessità di ritrovare continuità, le scelte di formazione e le insidie della trasferta capitolina.
IL MOMENTO DEL CAGLIARI
«Bisogna sempre fare analisi lucide: nel calcio spesso e volentieri tutto si compensa. Ci sono squadre che stanno andando oltre le aspettative e altre che attraversano un momento meno positivo, ma le cose possono cambiare in fretta da una partita all’altra. Questo, il nostro, è un gruppo che deve crescere e capire bene cosa chiede la piazza, per cercare di dare risposte a tutti nel modo giusto. Se facciamo quadrato, insieme, dentro e fuori dallo spogliatoio, possiamo venirne fuori. Sicuramente ringrazio i tifosi perché anche nell’ultima partita ho visto un popolo che ha capito il momento. Questa squadra non è perfetta e può avere dei limiti, ma se remiamo tutti dalla stessa parte possiamo alleggerire la situazione e ritrovare il sorriso grazie ai risultati, come successo fino a pochi giorni fa».
I NUMERI E L’ANALISI DELLE PRESTAZIONI
«Dal punto di vista statistico abbiamo concesso 100 tiri e subito tre gol nelle prime partite in cui arrivavano le vittorie. Nelle ultime partite, invece, abbiamo concesso meno conclusioni ma incassato più reti. Nelle prime sei gare non siamo stati semplicemente più fortunati, perché la fortuna te la devi guadagnare e l’episodio devi essere bravo a portarlo dalla tua. Contro Monza e Bologna abbiamo palleggiato di più e siamo rimasti più alti rispetto alla sfide con Juventus e Udinese, il risultato è stato differente così come le valutazioni da fuori da parte di chi guarda e analizza. Le prestazioni vanno esaminate con attenzione, cercando di capire cosa migliorare. Dobbiamo rimanere lucidi e ritrovare quell’attenzione e quello spirito che a volte vengono meno quando passiamo in svantaggio, e questo non deve accadere».
LE CRITICHE E LA GESTIONE DEL MOMENTO
«Ho il dovere di ascoltare le critiche e poi decidere con lucidità. A Monza la squadra ha dato la sensazione di uscire completamente dalla partita, ma questo non significa che contro il Bologna volessi limitare i danni in partenza giocando sulla difensiva. Nelle ultime due gare, contro Monza e Bologna, abbiamo registrato un PPDA più alto rispetto alle precedenti, segnale di una maggiore intensità nel pressing. Anche nella gestione del possesso ci sono stati aspetti da valutare. Avere la palla significa tutto e niente: se non valorizzi quello che costruisci nella prima parte di campo, il lavoro diventa evanescente. Dentro di noi sappiamo che è un momento che poteva capitare. L’importante è restare lucidi e ritrovare l’attenzione e lo spirito necessari per affrontare le difficoltà».
LA ROMA DI GASPERINI
«Gasperini è un allenatore che dà un’identità chiarissima alle sue squadre. La Roma è una formazione che difficilmente va al tappeto, ma non è perfetta come non ci sono – penso – squadre perfette in nessun contesto. Dovremo essere bravi a individuare e sfruttarne i pochi punti deboli. È una squadra che si espone a qualche rischio, ha grande forza fisica e la capacità di recuperare metri di campo con facilità anche quando si trova sbilanciata o fuori posizione».
IL CALENDARIO E LA NECESSITÀ DI REAGIRE
«Nel calcio, a volte, giocare subito può essere una fortuna. Il calendario è difficile, ma dobbiamo tenere l’antenna più dritta e alzare il livello di attenzione. Per me è sempre positivo tornare in campo, soprattutto dopo una sconfitta».
FAZZINI
«Non c’è nessun caso. Nell’ultimo anno e mezzo ha giocato poco, ma da quando è con noi, da luglio, ha sempre trovato spazio, comprese le due partite di Coppa Italia. In questo momento sta attraversando una flessione, ma non c’è alcun problema particolare, che vada oltre le scelte tecniche in funzione dell’obiettivo comune. È un giocatore forte, gode della mia stima e indossa la maglia numero 10 non a caso: ha le qualità per determinare le partite del Cagliari e sarà molto utile in questa stagione».
ADOPO, ROMANO E LE SCELTE DI FORMAZIONE
«Quest’anno possiamo contare su una rosa che ci consente di cambiare interpreti in più ruoli. Dalla partita di Udine abbiamo modificato spesso la formazione: abbiamo bisogno di tutti e non possiamo schierare sempre gli stessi giocatori né effettuare sempre gli stessi cambi. Poi quando si fanno le scelte occorre considerare anche gli avversari, il piano gara e le scelte tecniche dal 1′ come in corsa. Anche domani servirà mettere in campo gamba, cercando di collocare i giocatori nelle condizioni migliori. Penso ad Adopo e a Romano, che contro il Bologna ha disputato la sua migliore partita nel ruolo di mezzala destra. Adopo ci ha dato una mano perché volevamo chiudere le catene esterne degli avversari. È un giocatore duttile e dinamico, che in passato ha fatto anche il trequartista esterno a destra: può ricoprire ruoli diversi».
LE SOLUZIONI IN ATTACCO
«Kevin Carlos può essere un’ipotesi. Nell’ultima gara i cambi hanno inciso poco e mi dispiace, perché poteva essere una buona occasione per chi veniva dalla panchina, ma non è andata così. Anche Nzola ha bisogno di trovare minutaggio e ci saranno opportunità per lui».
MINA E I LEADER DEL GRUPPO
«Yerry sta bene. Ha leadership e questa squadra ha bisogno di giocatori come lui, Deiola, Gagliardini e Caprile, che devono essere un esempio per tutto il gruppo. Domani Mina potrebbe partire dal primo minuto».
LE CONDIZIONI DI WINKS
«Con Winks perdiamo tanto dal punto di vista tecnico e tattico: all’interno della rosa non abbiamo un giocatore con le sue stesse caratteristiche. Dobbiamo essere bravi a non dipendere da lui. Ha un problema di lombalgia, non è al cento per cento e non vogliamo correre rischi. Harry non sarà convocato, così come Felici e Idrissi. A Roma verrà con noi Trepy».