
Queste le parole di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, dopo la sfida dell'”Artemio Franchi” di Firenze contro i viola.
L’ANALISI DELLA GARA
“Sono contento per i ragazzi, hanno messo dentro spirito di sacrificio come contro la Juventus, aggiungendo azioni di pregevole fattura e qualità. Sottolineo la nostra capacità di sacrificarci e soffrire quando necessario: potevamo fare il 3-0, abbiamo messo in campo tutte quelle qualità che servono per raggiungere il nostro obiettivo. Avrei accettato anche un pareggio, ma di certo non avrei mai firmato prima: dobbiamo lavorare per rendere serate così e vittorie così una regolarità e non un’eccezione, dobbiamo avere sogni e obiettivi ambiziosi, si cresce solo così. Abbiamo interpretato bene il piano partita, conosciamo bene ciò che dobbiamo fare e come raggiungerlo, oggi abbiamo vinto non perché siamo forti e basta, ma prima di tutto perché siamo stati squadra. Ci poteva stare abbassarsi un po’ e soffrire, quando la Fiorentina inserisce tanti calciatori di qualità offensiva. Parliamo di un avversario molto forte costruito per altri obiettivi e che continua a sostituire calciatori bravi con altrettanti di valore. Ci godiamo questa vittoria, stacchiamo un giorno e pensiamo al Verona perché sarà uno scontro diretto davvero importante”.
IL PERCORSO E LE PRESTAZIONI
“Quando devi salvarti è importante fare bene le due fasi, sicuramente contano i punti e non i complimenti. Oggi e contro la Juventus abbiamo ottenuto l’intera posta in palio, a Cremona e Genova abbiamo fatto quasi 40 tiri in porta e un solo punto: allora a volte ci sta mantenere maggiormente un blocco basso e offendere in un certo modo. Giocare in modo diverso penso sia da presuntuosi, specie contro grandi squadre come la Fiorentina che per me ha un organico al top tra le squadre di Serie A: oggi per la classifica era uno scontro diretto, ma per valori i viola sono di una categoria ben diversa dalla nostra. Allora ci vuole umiltà e capacità di gestire tutte le situazioni: il dato del possesso palla nelle ultime due partite non è stato altissimo, ma oggi è cresciuto rispetto ad una settimana fa, magari incrementeremo anche su quel fronte. Intanto andiamo avanti su questa strada che è quella giusta senza dubbio: penso che il risultato di una partita difficilmente menta, quando vinci come quando perdi, anche in modo pesante. Poi occorre analizzare i dati, i momenti e tutti i fattori a 360 gradi”.
GRUPPO FORTE
“Ho visto tanti di questi ragazzi lavorare in modo splendido negli anni, quando ero al centro sportivo in altri ruoli. Alleno un gruppo forte, non guardiamo troppo la classifica, conosciamo bene la Serie A e sappiamo bene quanto sia infida. Ora stacchiamo un giorno, poi lavoreremo subito per la sfida all’Hellas”.
IL SACRIFICIO DI ESPOSITO
“Ha grande qualità, sa che per giocare nel Cagliari, in questo Cagliari, c’è bisogno di sacrificio, dedizione in tutti i momenti; poi allora con un certo spirito vengono fuori le doti tecniche, l’inventiva del singolo e allora anche oggi si è visto in molti momenti, come anche l’assist di Sebastiano per Marco”.
SUPER PALESTRA
“Ha una potenzialità ancora inespressa, se aumenta il livello su smarcamento, movimenti senza palla e cambi di direzioni può davvero esplodere. Questa è una generazione, come dico sempre, che vive di applausi ed elogi. Oggi Marco deve sentire i miei complimenti, li merita. Può diventare qualcosa di incredibile per il nostro calcio, deve lavorare come sta facendo su alcuni aspetti tecnici e tattici ma è normale che sia così, però ha la maturità per focalizzarsi sulla crescita e diventare un profilo molto importante per il calcio italiano”.
SULEMANA, L’ABBRACCIO AI RAGAZZI E ALBARRACIN
“Ibrahim è entrato al meglio, non avevo dubbi. Ha alzato ulteriormente il livello della mediana, dandoci una soluzione in più, ha fatto bene. I ragazzi si fidano delle richieste che gli vengono fatte, l’abbraccio con Mina viene anche da questo, ma era l’abbraccio a tutto il gruppo per come lavorano e per tutto quello che mi danno. Albarracin? Ci ho parlato nei giorni scorsi, è un 2005 che abbiamo seguito e speriamo ci possa dare tanto arrivando da noi e crescendo gradualmente come gli altri giovani della rosa, gli auguro di diventare un altro uruguayano molto importante nella storia del Cagliari. Non dobbiamo mai esaltarci troppo, ci vuole sempre equilibrio nei giudizi e nelle valutazioni, ora pensiamo al Verona, dopo Genova non era scontato rialzarsi così e dopo due vittorie consecutive sarà importante essere subito mentalizzati per un nuovo scontro diretto”.