SALA STAMPA | Pisacane prima del Bologna

Prima Squadra - 02/05/2026
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L’allenatore rossoblù, Fabio Pisacane, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match del “Dall’Ara” in programma domenica 3 maggio. Queste le sue parole:

PADRONI DEL PROPRIO DESTINO
“Mancano ancora quattro gare, il nostro campionato si decide ora: da qui alla fine dobbiamo fare ancora più punti possibili, solo così potremmo permetterci di non dover guardare quello che fanno gli altri. Il vantaggio in classifica non deve essere sicurezza, ma responsabilità. Questo è il mio pensiero, la squadra lo sa bene: non ci possiamo permettere di abbassare il livello di attenzione, ritmo, la mentalità. Abbiamo avuto sempre un margine sulla zona calda, un distacco che in un momento della stagione si è un po’ affievolito e a quel punto, inconsciamente, è subentrata un po’ di ansia. Il destino è nelle nostre mani, tutto dipende da noi”.

L’AVVERSARIO
“Quando si vince contro una squadra come l’Atalanta, lo stato d’animo del gruppo è ovviamente positivo. Però, ci è capitato di fare risultati importanti contro delle big di questo campionato e di non aver dato poi continuità, una criticità che questa squadra si porta dietro anche dalle passate stagioni. Per cui ora la nostra soglia di attenzione deve restare molto alta. Domani abbiamo un’altra partita molto complicata, farà caldo. Ho visto comunque bene la squadra in tutti gli effettivi che ho a disposizione, c’è in tutti la voglia di lasciare il segno, per questo dopo la rifinitura di questa mattina mi porto appresso qualche dubbio in più. Il Bologna è una squadra a cui se concedi campo ti fa male: ha un’identità chiara, dovremo essere bravissimi nelle distanze, nella lettura delle preventive. Ha una rosa molto profonda, gli mancherà qualche calciatore, ma sarà sostituito al meglio. Dobbiamo fare molta attenzione: facendo la nostra partita potremmo creare delle difficoltà”.

DETERMINAZIONE E ATTACCAMENTO
“Palestra a partita in corso contro l’Atalanta? Non so se sia stata una mossa che ha spiazzato l’avversario, a fine gara non ne ho parlato con Palladino, non ci siamo confrontati su come l’avessimo preparata entrambi, anche se succede spesso con altri allenatori, è anche il bello di chi fa il nostro lavoro. Tanti staff che analizzano il Cagliari possono pensare che siamo “Palestra-dipendenti”: questo comporta maggiore attenzione sul ragazzo, che ha caratteristiche ben precise. Se in una squadra come il Cagliari uno degli elementi funzionali alla strategia di gara è un cursore di fascia, diventa facile limitarci. Era una mossa che pensavo da qualche settimana, ho ritenuto la gara contro l’Atalanta il match giusto per proporla. Sono consapevole delle critiche che mi sarebbero piovute addosso se le cose non fossero andate bene, ma fare questo lavoro implica fare delle scelte, so a cosa vado incontro. Un allenatore vive anche di sensazioni. A volte le cose possono andar bene, a volte male. Ma tutte le scelte, le faccio solo per far vincere il Cagliari. Tutti i ragazzi che sono subentrati hanno dimostrato grandissima determinazione, grande senso di attaccamento, voglia di lottare per far sì che il Cagliari possa restare nella categoria che gli compete. Mancano ancora quattro passi, che vogliamo fare con impeto, coraggio ed energia per poterci togliere anche delle soddisfazioni, oltre al raggiungimento del nostro obiettivo”.

CONCENTRAZIONE MASSIMA VERSO L’OBIETTIVO
“Oltre a Pavoletti, Idrissi, Felici, non ci saranno Borrelli, Mazzitelli e Raterink, ha un fastidio al ginocchio, nulla di grave, ma non è al 100%, preferisco tenerlo a riposo ed averlo la settimana prossima con la squadra. Questa mattina Mendy ha fatto il primo allenamento della settimana in gruppo: l’età è dalla sua, ha energia. Ci ho parlato: le gambe girano bene, ma aspettiamo domani mattina. Folorunsho? Schierato dietro la punta ha fatto le sue migliori stagioni in carriera. Si è sacrificato tantissimo per la causa: quando le punte sono a disposizione vengono messe in campo, anche perché alla fine sono quelle che ti fanno vincere le partite. Se purtroppo ne devi fare a meno, occorre ragionare sull’economia della gara e fare, a volte, di necessità virtù. Il mio pensiero coincide con quello del gruppo ed è quello di salvare il Cagliari. Sono concentrato su questo obiettivo con tutte le mie energie. Penso a fare questo, il mio lavoro: in quest’ottica di certo la priorità, in questo momento, non è il mio futuro”.

I PRIMI VERDETTI
“I verdetti retrocessione? Se guardiamo i numeri, il Verona avrebbe dovuto avere una classifica migliore, questo certifica ancora una volta quanto il campionato di Serie A sia difficile. Il Pisa ha fatto anche ieri la sua onesta partita, evidentemente ci sono annate che vanno così. Faccio un grande in bocca al lupo a queste due squadre per la pronta risalita in A, sono due piazze che meritano la massima categoria”.

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