SALA STAMPA | Mister Pisacane dopo la gara

Prima Squadra - 09/05/2026
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Queste le parole di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, dopo lo 0-2 subito in casa contro l’Udinese all’Unipol Domus.

RAMMARICO PER IL RISULTATO
“Dispiace, perché quando fai 23 tiri verso la porta e non segni le possibilità sono due: o è una giornata storta oppure siamo stati poco precisi. Dobbiamo riordinare le idee, superare la partita di oggi, lavorare e portarci a casa comunque una buona prestazione. Oggi il Cagliari ha fatto bene per 70 minuti buoni. Se poi non fai gol è chiaro che rischi di pagare la mancanza di precisione. Potevamo addirittura prendere il terzo gol: ci sono giornate in cui produci tanto ma non capitalizzi. Dispiace davvero tanto”.

LA PRESTAZIONE DELLA SQUADRA
“A mio avviso abbiamo giocato una partita importante contro una squadra con grande fisicità e qualità come l’Udinese. Hanno un motore importante, come quasi tutte le squadre di Serie A. Però si è visto che il Cagliari ha metodologia, conoscenze e contenuti costruiti nel corso dei mesi, dal 10 luglio fino a oggi.
Abbiamo iniziato la stagione in un modo, poi abbiamo cambiato aumentando la struttura nella fase di possesso. Ci sono giocatori che sono cresciuti tantissimo dentro questo percorso: guardo Adopo, ad esempio, e vedo un calciatore che ha aggiunto nuove cose al suo gioco. La squadra oggi ha giocato alla pari con l’Udinese, che è venuta qui con voglia e ritmi alti, lo dimostra anche la loro esultanza finale.
Nel calcio però chi vince ha sempre ragione e noi dobbiamo analizzare bene gli errori per evitare di ripeterli”.

GLI ERRORI DECISIVI
“Dispiace perché una lettura errata ci ha traditi e in Serie A non puoi permetterti di sbagliare contro squadre con questa fisicità e qualità. Non siamo stati precisi sotto porta pur avendo tirato molto più dell’Udinese. Loro fanno nove tiri, sei in porta, e segnano due gol sfiorando anche il terzo. Noi ne facciamo oltre venti e non riusciamo a segnare. Questo significa che dobbiamo migliorare, senza dubbio”.

MENDY ED ESPOSITO
“Oggi abbiamo tenuto in campo Mendy per cento minuti. Si è sacrificato tantissimo, ha fatto il terminale offensivo e si è battuto su ogni pallone. Questo tipo di lavoro ci è mancato in alcuni momenti della stagione, soprattutto quando abbiamo perso Borrelli e Belotti. Esposito ha qualità importanti. A volte dovrebbe addomesticare di più la palla, aspettare la giocata giusta, perché così potrebbe trovare più facilmente il gol. Però sta facendo ciò che gli chiedo con e senza palla, è dinamico, viene tra le linee, è cresciuto molto nel tempo. Anche per lui i gol arriveranno. Sul palo nella ripresa non è stato fortunato”.

LA PRESSIONE E L’ATTEGGIAMENTO
“Non credo che oggi la pressione abbia inciso. La pressione ce l’abbiamo sempre, perché sappiamo qual è il nostro obiettivo. Oggi abbiamo fatto molto bene nei tre quarti di campo, ho visto belle azioni e belle idee. Poi però ci sono il palo, il centimetro che manca, il salvataggio sulla linea o la parata del portiere.
Nel finale abbiamo provato a mettere qualcosa in più davanti, anche in maniera più disordinata. A me questo non piace particolarmente perché bisogna stare attenti a non rompere l’ordine che la squadra ha avuto quasi sempre durante la partita”.

LA CORSA SALVEZZA
“Non facciamo calcoli. Mancano due partite e dobbiamo pensare solo a crescere e fare punti, senza tabelle e senza guardare troppo altrove. Siamo stati costruiti per salvarci e nel corso della stagione abbiamo perso ogni settimana qualche pezzo importante, ma non abbiamo mai mollato. Anche nei momenti senza vittorie, sia all’andata sia al ritorno, la squadra è sempre rimasta sul pezzo. I primi dispiaciuti oggi sono i ragazzi, perché meritavano di più, ma sanno anche che il calcio a questi livelli è fatto così”.

IL LAVORO SUI GIOVANI
“Credo che bisogna dare merito a questa squadra e a questa società per il lavoro fatto sui giovani. Oggi Mendy ha giocato cento minuti e domani non potrà nemmeno andare in Primavera per una partita importante. Abbiamo fatto crescere tanti ragazzi, mettendo dentro contenuti e conoscenze nuove nel tempo. Personalmente cerco sempre di vedere il lato positivo e lo faccio anche oggi”.

GLI EPISODI
“Sul presunto episodio di razzismo dalla panchina ho avuto una percezione molto confusa, perché ero lontano. Però conosco Alberto Dossena da anni, so quali valori abbia, e non mi passa nemmeno per la testa che possa aver detto certe cose. Credo nell’uomo e mi dispiace che a fine gara si sia creato tutto quel trambusto. Su Dossena e Davis ho parlato con Alberto e credo a lui, perché lo conosco bene. Ci sono state delle sportellate, cose di campo, e mi fido completamente del mio giocatore. Il rigore revocato? Durante la stagione ho parlato una sola volta degli arbitri, andando contro una mia abitudine. Oggi torno sul mio pensiero iniziale e preferisco non commentare l’episodio”.

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