
Il giovane centrocampista inglese classe 2007 Demi Akarakiri, tra i nuovi arrivati in casa rossoblù, si è raccontato in una video intervista ai canali ufficiali del Club. Ecco le sue parole:
LE ESPERIENZE CON ARSENAL ED EVERTON
“Ho iniziato a giocare a calcio da molto piccolo, credo avessi quattro anni. All’inizio, ovviamente, era solo divertimento, poi via via è diventato qualcosa di più serio. Ho capito che sarei potuto diventare un calciatore professionista all’Arsenal. Ho cominciato lì il mio percorso, ci sono rimasto dieci anni, dall’U9 sino all’U16. Poi sono passato all’Everton: ho giocato con loro dall’U16 all’U18, anche se già il secondo anno venivo per lo più impiegato in U21. L’esperienza a Londra con i “Gunners”? È stato come stare in famiglia: sono rimasto lì tanto tempo, ho conosciuto tante persone. Ho avuto dei bravi allenatori, è stata di certo una bella esperienza. Anche all’Everton ho trovato una famiglia, un gruppo unito. Ho stretto tante amicizie. E anche lì ho trovato dei mister bravi e preparati. Tutti gli allenatori che ho avuto finora mi hanno aiutato a diventare il calciatore che sono oggi”.
IL MISTER
“Quando si è presentata l’opportunità di venire qui a Cagliari l’ho colta subito. Il mio agente è sardo, mi ha parlato delle persone in Sardegna, dell’ambiente, il clima caldo, la squadra. Mi ha aiutato a capire meglio il posto in cui sarei venuto. Ho parlato con il Mister, mi sta aiutando ad ambientarmi. Mi ha spiegato il tipo di giocatore che apprezza, la posizione in cui vuole farmi giocare. In campo è molto esigente, mi dice quello che vuole da me. Mi aiuterà a crescere”.
L’INSERIMENTO NEL GRUPPO
“Il gruppo mi ha accolto molto bene. Penso ad Obert: è stato da subito disponibile, è più facile quando ci sono delle persone che parlano la tua stessa lingua. Queste prime settimane sono andate decisamente bene. Deiola, il nostro capitano, mi ha accolto molto bene, mi ha aiutato ad inserirmi in squadra, anche in campo: è molto presente, comunicativo ed esigente. Capisco cosa vuole da me e questo mi aiuta ad adattarmi, a compiere il salto tra calcio giovanile e prima squadra”.
ORGANIZZAZIONE E TATTICA
“Il calcio in Italia? Sono arrivato da pochissimo, ma quello che ho notato subito è che qui il calcio è molto più organizzato e tattico. Ad esempio, c’è grande attenzione ai calci piazzati. Anche il calcio inglese sta iniziando a diventare così, ma secondo me in Italia si è ancora più focalizzati su questi aspetti. Per me la sfida più grande sarà adattarmi allo stile di gioco, alle differenze nel modo di giocare, oltre a dover imparare velocemente l’italiano per comunicare con i compagni”.
PASSIONE E MODELLI
“Sono un calciatore molto passionale, soprattutto quando entro nel vivo del gioco, penso che questo si vedrà in campo. Un calciatore a cui mi ispiro? Paul Pogba. Credo sia il giocatore che per me rappresenta maggiormente un punto di riferimento, c’è chi ha detto che tra di noi ci sia qualche somiglianza. Un messaggio ai tifosi rossoblù? Sono felice di essere qui e non vedo l’ora di iniziare con le gare ufficiali”.
IL VIDEO