
Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha parlato ai microfoni di “Il Cagliari in Diretta Estate”, trasmissione del Gruppo L’Unione Sarda trasmessa dal ritiro rossoblù a Ponte di Legno e Temù. Dal prato del campo comunale sede degli allenamenti della squadra di Fabio Pisacane, il presidente ha fatto il punto sulle dinamiche di mercato e sulla stagione alle porte, con ampio spazio anche al nuovo stadio di Cagliari, progetto sul quale il Club lavora da oltre un decennio.
IL RITIRO A PONTE DI LEGNO
«Ci stiamo trovando molto bene. Oggi è tornato anche il sole e questo rende tutto ancora più piacevole. È la nostra seconda stagione tra Ponte di Legno e Temù e possiamo dire di aver trovato condizioni davvero ideali per lavorare. La squadra e lo staff stanno sostenendo ritmi molto alti e stiamo sfruttando al massimo questa fase della preparazione».
SPOGLIATOIO FORTE
«Tutti sanno da dove arriva la mia famiglia, quali sono i nostri valori e il nostro modo di fare. Da quando siamo arrivati in Sardegna, negli anni Sessanta, abbiamo sempre preferito parlare poco e lavorare tanto. Non abbiamo mai avuto la cultura di trasformare in spettacolo le dinamiche interne o di alimentare polemiche mediatiche. Le questioni si affrontano in casa, guardandosi negli occhi. Per questo voglio dire che Sebastiano Esposito è un ragazzo che ha aderito con convinzione a questo progetto, e con lui il capitano Alessandro Deiola, Elia Caprile, Gabriele Zappa. Ma abbiamo tanti altri leader all’interno del gruppo, anche stranieri: penso a Zé Pedro, Mina, Obert, che ormai è diventato il punto di riferimento dei più giovani, così come lo era Zappa, e anche a Winks, che porta esperienza e grande voglia. Abbiamo uno spogliatoio composto da persone vere, concentrate esclusivamente sul lavoro e sul campo. In società abbiamo un Amministratore Delegato Corporate come Carlo Catte, che vanta una lunga esperienza nel calcio, e un Direttore Sportivo preparato come Pietro Accardi. Se ci saranno valutazioni o questioni contrattuali da affrontare, sapranno loro come gestirle. Romanzare o fare congetture non ha alcun senso. Credo sia importante sostenere il Cagliari, perché il bene di tutti è vedere questa squadra crescere e ottenere risultati. Esposito, con noi, si è sempre comportato in maniera impeccabile: non è mai mancato nell’atteggiamento e non merita tutto quello che è stato detto sul suo conto».
TANTE RISORSE
«Ci sono ottime possibilità che Caprile rimanga, così come Esposito. Sono convinto che possano diventare due giocatori cardine e fare ancora meglio rispetto alla scorsa stagione. Abbiamo anche tanti giovani che meritano spazio e fiducia: Borrelli, che al suo primo anno in Serie A ha segnato cinque gol pur giocando relativamente poco causa infortunio; Di Paolo, che si sta affacciando al grande calcio con entusiasmo; poi Mendy, Trepy e Kingstone, che è tornato dopo un’ottima stagione. Non è escluso che faremo ancora qualcosa in entrata, ma oggi abbiamo già un gruppo numeroso là davanti».
DIFESA IN COSTRUZIONE
«In difesa siamo un po’ più corti rispetto agli altri reparti. È probabilmente il primo settore nel quale interverremo, anche considerando alcune uscite e la necessità di completare l’organico. Stiamo valutando la possibilità di fare qualcosa di diverso rispetto allo scorso anno a livello tattico. Sostituire un giocatore importante come Palestra non è semplice. Sono valutazioni che spettano soprattutto all’allenatore e al Direttore Sportivo».
LE EVOLUZIONI IN CASA ITALIA
«Ho parlato nei giorni scorsi con Leonardo, con cui esiste un rapporto di grande stima, e gli ho espresso il mio pensiero. Lo stesso ho fatto con Malagò, rappresentando quella che è la posizione del Club. In questi anni il Cagliari ha dimostrato concretamente di investire sui giovani e sui calciatori italiani. Mi sarebbe piaciuto che il nostro punto di vista fosse maggiormente preso in considerazione, ma oggi non sarebbe corretto divulgarlo. Noi club di Serie A, soprattutto quelli con proprietà italiane e una lunga esperienza nel calcio, vorremmo essere ascoltati di più. Siamo i primi responsabili del sistema e anche quelli che ogni giorno cercano soluzioni concrete. Il Cagliari ha dimostrato con i fatti di avere una linea coerente, valorizzando tanti giocatori italiani e contribuendo alla crescita della Nazionale. Serve pragmatismo, evitando di inseguire idee che fin dall’inizio appaiono difficili da realizzare. Credo che Malagò adesso debba individuare un direttore tecnico competente, autorevole e capace di riformare il settore tecnico dalle fondamenta. Mi auguro che la stessa coerenza iniziale venga mantenuta ora nella scelta di altri profili credibili. Capisco che l’attenzione sia tutta sul commissario tecnico, ed è naturale che anche il presidente federale voglia individuare la figura migliore al più presto. Tuttavia il problema va ben oltre. Bisogna partire da una visione, da un direttore tecnico capace, credibile, forte, e poi dalle infrastrutture: oggi Coverciano non è all’avanguardia rispetto ai principali centri europei. Siamo indietro sotto il profilo tecnologico, dell’innovazione e delle idee. Su questo serve un intervento della politica, che è l’unica in grado di sostenere economicamente la Federazione e consentire una vera ricostruzione del sistema. Oggi la priorità non può essere solo la nomina del nuovo Commissario Tecnico».
IL NUOVO STADIO DI CAGLIARI
«Cito spesso l’esempio della Francia verso Euro 2016, perché rappresenta un modello virtuoso. Il Governo e la politica ebbero una visione chiara, che permise non solo di ospitare la competizione, ma anche di dotare città medio-piccole di impianti moderni.
Il caso di Cagliari è emblematico. Inizialmente avevamo presentato un progetto per uno stadio da 25 mila posti, una capienza che ritenevamo perfettamente adeguata alla nostra realtà. Successivamente la FIGC ci chiese di ampliarlo in funzione di Euro 2032 e di future competizioni internazionali. Abbiamo accolto quella richiesta, investendo altri anni di lavoro, risorse economiche ed energie per completare l’intero iter della conferenza dei servizi. Da anni si parla di decreti attuativi e del sostegno ai progetti legati a Euro 2032. Oggi possiamo contare sulla piena collaborazione del Comune e della Regione, mentre dal Governo attendiamo ancora risposte. Se avessimo saputo che il percorso sarebbe stato così lungo, probabilmente saremmo rimasti sul progetto iniziale da 25 mila posti. Se la gara pubblica dovesse arrivare entro il 20 agosto sarebbe certamente una buona notizia, ma dopo tutti questi anni qualche settimana o mese in più cambia relativamente. Il problema non sono questi mesi: sono gli anni che abbiamo già perso. Noi abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. Sono sempre stato ottimista e continuerò a esserlo fino alla fine. Per quanto riguarda i nostri partner americani, non percepisco alcuna impazienza. Sono perfettamente consapevoli del percorso che abbiamo affrontato in questi anni. Mi auguro che questa sia finalmente la stagione sportiva in cui si possa iniziare con le prime demolizioni e vedere partire concretamente il progetto che speravamo di realizzare già da tempo.
L’Unipol Domus è uno stadio che ci ha accolto, nel quale si vive bene il calcio e si gioca in un ambiente ideale. Ma è evidente che il Cagliari abbia bisogno di un impianto nuovo e all’altezza delle proprie ambizioni».