
Alla vigilia di Sassuolo-Cagliari, il tecnico rossoblù Fabio Pisacane ha presentato la sfida dal CRAI Sport Center prima della partenza per Reggio Emilia, analizzando il momento della squadra, l’avversario e le possibili scelte di formazione.
LOTTA SALVEZZA E AVVERSARIO
“Non faccio tabelle, come ho sempre detto. Non mi concentro su numeri o proiezioni ma sul tornare a fare punti e possibilmente vincere. Dopo 31 giornate dobbiamo lottare tutti insieme per la salvezza, senza fare calcoli. Il Sassuolo? Mi aspetto una squadra con qualità e spensierata, con ottimi valori soprattutto dal centrocampo in su, dove ha poco da invidiare a molte squadre della parte sinistra della classifica. In transizione sanno farti male, con baricentro basso per esaltare gli strappi offensivi. Dovremo stare molto attenti soprattutto nell’ultimo terzo di campo. Affrontiamo una squadra forte, con ottimi interpreti. Sarà una gara delicata e importante dove dovremo farci trovare pronti a giocarci le nostre carte. La gara d’andata? Ho rivisto tutto, va detto che prima della prodezza di Laurienté su punizione era una partita equilibrata in cui ci fu annullato un gol per fuorigioco millimetrico e avevamo creato dei presupposti per segnare. Nel finale avevamo provato a pungere, magari più per inerzia che in modo strutturato, ma se devo guardare al percorso non è la partita dell’andata quella che individuo tra le più negative del mio Cagliari”.
IL TEMA DELL’APPROCCIO
“Il Sassuolo ha preso più gol di noi nei primi 15 minuti, ma resta una squadra con ottima classifica. Noi dobbiamo migliorare nell’approccio sicuramente: servono concentrazione e malizia. Abbiamo tanti giovani ma anche loro dopo trenta partite devono essere già adulti e farsi trovare pronti. Anche noi dello staff stiamo lavorando per lavorare e limitare certe criticità. Assenze? Chi ha giocato non ha mai demeritato. In una squadra come la nostra tutti devono sentirsi importanti, a questo punto della stagione parlare di assenti e presenti ha poco senso e saremmo incoerenti con quanto detto in questi mesi, pensiamo a dare tutti il massimo per raggiungere l’obiettivo”.
I SINGOLI
“Tutti quelli che salgono sull’aereo possono dare una mano, dall’inizio o in corsa. Belotti viene con noi ma deve ancora completare il percorso di recupero, Mendy è una risorsa, ha grande potenziale, deve continuare a lavorare e pensare di poter determinare anche dal 1′. Riabbracciare Deiola prima del suo ingresso in campo col Napoli mi ha emozionato, rappresenta questa terra, è un esempio per tutti insieme ai compagni, non ha ancora i 90′ ma può partire dall’inizio. Mina ha lavorato bene nelle ultime due settimane, è uno di quelli che può trascinare la squadra e spostare gli equilibri. Kılıçsoy e Obert? Li abbiamo ritrovati ieri, faremo le ultime valutazioni con lo staff in serata, se saranno pronti per iniziare li vedremo dal 1′ altrimenti faremo altre scelte. Palestra e Caprile? L’umore non era dei migliori, è facile immaginarlo, non lo è per chi ha visto da casa pensiamo a loro che erano dentro quel gruppo e quell’esperienza; sono tornati con voglia di reagire per il proprio Club dove la situazione non è certo ottimale viste le ultime sconfitte ma c’è comunque modo di cambiare le cose a differenza del discorso azzurro in ottica Mondiali”.
NAZIONALE FUORI DAI MONDIALI E CRISI DEL CALCIO ITALIANO
“Siamo tutti tristi e abbattuti per quello che è successo martedì, credo che serva stare uniti per riuscire a cambiare le cose, compattandosi come singole componenti del sistema calcio. L’Italia è un Paese forte che reagirà e tornerà a splendere calcisticamente, ma potremo farlo solo remando tutti nella stessa direzione. Avevo vent’anni quando l’Italia ha vinto l’ultimo Mondiale, meno di trenta quando ha partecipato per l’ultima volta, nel 2014, penso ai miei figli che non hanno mai visto la Nazionale alla Coppa del Mondo e mi crea disagio. Bisogna lavorare tutti insieme per migliorare le cose e tornare ciò che eravamo, un riferimento per tutti”.